Il 54,9% dei lavoratori intervistati al Policlinico Gemelli si è già attivato concretamente per cambiare azienda. È il dato più allarmante del sondaggio anonimo promosso nell’ottobre 2026 dal COINA, sindacato delle professioni sanitarie, su un campione di 266 lavoratori, prevalentemente infermieri.
La rilevazione fotografa un malessere organizzativo crescente: quasi tutti i rispondenti dichiarano di sentirsi poco o per nulla valorizzati, mentre oltre tre quarti segnalano organici insufficienti e carichi di lavoro pesanti.n
I dati del sondaggio COINA
Il sondaggio è stato condotto su base volontaria nell’ottobre 2026 e ha coinvolto 266 lavoratori del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, per l’83,5% infermieri. Non è statisticamente rappresentativo dell’intera popolazione aziendale, ma documenta il clima percepito dai partecipanti.
| Indicatore | Risultato |
|---|---|
| Lavoratori che si sentono poco o per nulla valorizzati | 95,9% |
| Organici giudicati insufficienti | 77,1% |
| Carico di lavoro giudicato pesante o molto pesante | 72,9% |
| Lavoratori già attivati per cambiare azienda | 54,9% |
| Riconoscimento economico indicato tra le principali carenze | 94,7% |
| Lascerebbero la Fondazione per una proposta compatibile nel pubblico | 96,8% su 189 rispondenti |
Peggioramento rispetto al 2023
Il confronto con la rilevazione del 2023 mostra un netto peggioramento della serenità lavorativa. La quota di partecipanti che esprime i livelli più bassi di benessere passa dal 49% al 68,4%.
Ancora più significativo è l’aumento di chi ha già iniziato a cercare un’alternativa: dal 30,4% del 2023 al 54,9% del 2026, con un incremento di 24,5 punti percentuali.
Per il COINA, non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma di una crisi strutturale segnalata già nel novembre 2023 e proseguita con contestazioni su orari, riposi, organici, turni aggiuntivi e trattamento economico.
Turni fino a 17 ore e riposi sospesi
Tra le criticità segnalate figurano doppi turni fino a 17 ore continuative, prolungamenti delle prestazioni, doppie notti, riposi settimanali sospesi e carichi assistenziali crescenti.
Il sindacato descrive una spirale organizzativa: le dimissioni non compensate tempestivamente aumentano il carico sui colleghi rimasti, generano turni aggiuntivi, riducono i recuperi e spingono altri professionisti a cercare un’alternativa.
Marco Ceccarelli, segretario nazionale del COINA, sostiene che un turno di 17 ore non possa diventare la normalità e che le carenze organizzative non possano essere scaricate sugli infermieri. Secondo il sindacato, l’assenza di recuperi adeguati espone i lavoratori a fatica e può avere conseguenze sulla sicurezza dei pazienti.
Conciliazione vita-lavoro e caso della madre sanzionata
Il COINA segnala anche il caso di una lavoratrice madre che, al termine del turno, avrebbe dichiarato l’impossibilità di prolungare la prestazione fino a circa 15 ore complessive per recuperare il figlio all’asilo. Secondo quanto riferito al sindacato, la vicenda si sarebbe conclusa con una sanzione disciplinare da parte della Fondazione.
Per Ceccarelli, la maternità non è un imprevisto organizzativo e la conciliazione vita-lavoro non può essere trattata come un privilegio. Il sindacato denuncia inoltre il rischio di un utilizzo intimidatorio della leva disciplinare, capace di ridurre motivazione, fiducia e senso di appartenenza.
Perché i professionisti lasciano il Gemelli
Tra i 189 lavoratori che hanno risposto alla sezione dedicata all’impiego pubblico, il 96,8% dichiara che lascerebbe sicuramente o probabilmente la Fondazione davanti a una proposta compatibile con le proprie esigenze.
Le misure indicate come più efficaci per restare sono:
- Aumento della retribuzione.
- Migliore conciliazione vita-lavoro.
- Riduzione dei carichi assistenziali.
- Maggiore riconoscimento delle competenze.
Il COINA segnala inoltre una perdita di personale sanitario superiore al 20% nel periodo considerato e chiede alla Fondazione una ricostruzione ufficiale dei dati su dimissioni, assunzioni e posizioni scoperte.
Le richieste del sindacato
Con la nota protocollo 62/2026 dell’9 ottobre 2026, il COINA ha richiesto un confronto urgente e la trasmissione dei dati aggregati su dimissioni volontarie, assunzioni e posizioni rimaste scoperte.
Con la successiva nota protocollo 67/2026 del 2 novembre, indirizzata a presidente e direttore generale della Fondazione, il sindacato richiama l’attenzione sul benessere organizzativo e sul rapporto tra valorizzazione delle persone e qualità dell’istituzione.
Le richieste operative del COINA includono:
- Organici adeguati.
- Turnazioni sostenibili.
- Rispetto effettivo dei riposi.
- Valorizzazione economica e professionale.
- Confronto sindacale stabile.
- Un rinnovo contrattuale capace di restituire attrattività al lavoro.
Cosa significa per infermieri e pazienti
Quando un infermiere esperto si dimette, secondo il COINA, non si perde soltanto un dipendente: si perdono competenze cliniche, esperienza gestionale, capacità di rispondere alle emergenze e continuità assistenziale.
La Fondazione Gemelli è riconosciuta tra le eccellenze cliniche e scientifiche italiane e nel 2026 ha confermato la certificazione Top Employer Italia per le politiche di gestione delle risorse umane. Proprio per questo, il sindacato sostiene che il vero indicatore di qualità non possa prescindere dalla capacità di trattenere, tutelare e motivare il personale.policlinicogemelli+2
Per approfondire contratti, turnazioni, concorsi e diritti dei professionisti sanitari, consulta la sezione Lavoro di Infermieritalia.
