Salute mentale infermieri: in Italia il 34% presenta sintomi depressivi

1 giorno ago

La salute mentale degli infermieri è una priorità sanitaria urgente: in Italia, il 34% dei professionisti sanitari intervistati presenta sintomi compatibili con una depressione, secondo l’indagine MeND dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicata nell’ottobre 2025. È uno dei livelli più alti d’Europa, con un divario di 19 punti percentuali rispetto alla Danimarca.

L’indagine OMS ha raccolto 90.171 risposte valide in 29 Paesi europei, tra i 27 Stati membri dell’Unione Europea, Islanda e Norvegia. I dati confermano una forte associazione tra condizioni lavorative sfavorevoli e peggioramento della salute mentale.

I dati italiani rispetto all’Europa

L’indagine MeND – Mental Health of Nurses and Doctors è stata diffusa tra ottobre 2024 e aprile 2025, con il supporto della Commissione Europea. Ha raccolto 122.048 risposte complessive, di cui 90.171 valide.

PaeseProfessionisti con sintomi compatibili con depressione
Italia34%
Norvegia22%
Finlandia21%
Svezia19%
Paesi Bassi18%
Islanda16%
Danimarca15%

Il confronto evidenzia un divario significativo: l’Italia registra una percentuale più che doppia rispetto alla Danimarca. Questi dati non vanno letti come una diagnosi individuale, ma come un indicatore di allarme sulla salute mentale della forza lavoro sanitaria.

Infermieri più esposti dei medici

Nel campione europeo, il 32% degli infermieri presenta sintomi compatibili con una probabile depressione, contro il 27% dei medici. La differenza è di cinque punti percentuali.

L’analisi scientifica Working conditions and mental health among doctors and nurses in the European Union, Iceland, and Norway: a cross-sectional survey, pubblicata nell’agosto 2026 su The Lancet Regional Health – Europe, esamina 90.171 professionisti, di cui 51.702 infermieri. Lo studio rileva che condizioni avverse sono fortemente associate a un peggioramento della salute mentale, mentre risorse professionali e supporto organizzativo si collegano a esiti migliori.

Tra i fattori di rischio emergono:

  • Sovraccarico di lavoro.
  • Turnazioni impegnative, notturne e a rotazione.
  • Violenze fisiche e psicologiche.
  • Insufficiente sostegno organizzativo.
  • Orari prolungati e precarietà lavorativa.

Perché il disagio riguarda l’organizzazione

Secondo Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up, non si tratta di semplice stress individuale, ma di una sofferenza professionale che coinvolge direttamente l’organizzazione sanitaria. Gli infermieri risultano particolarmente esposti a responsabilità cliniche, carichi di lavoro elevati, turnazioni e aggressioni.

L’OMS conferma che le condizioni lavorative insicure — violenza, orari estesi e lavoro a turni — sono associate a una salute mentale peggiore. Al contrario, la presenza di supporti sul luogo di lavoro e di fattori protettivi è associata a migliori esiti.

I modelli europei di prevenzione

Nursing Up indica quattro esperienze europee come possibili riferimenti per il Sistema Sanitario Italiano.

PaeseModello di prevenzione
DanimarcaObbligo per i datori di lavoro di affrontare i carichi eccessivi con riorganizzazione delle attività, revisione delle priorità, programmazione e coinvolgimento dei lavoratori.
SveziaEquilibrio tra richieste professionali e risorse disponibili, con interventi su carichi, organici, orari, turni notturni e recupero.
FinlandiaMedicina del lavoro preventiva, monitoraggio della capacità lavorativa e individuazione precoce delle difficoltà psicofisiche.
Paesi BassiValutazione obbligatoria dei rischi psicosociali, inclusi pressione lavorativa, aggressioni e molestie, con piani di prevenzione e controlli delle autorità.

Cosa serve negli ospedali italiani

Oltre agli sportelli di ascolto, servono interventi strutturati e misurabili. Le proposte indicate da Nursing Up includono:

  • Valutazioni periodiche dello stress, con risultati verificabili.
  • Organici adeguati alle reali esigenze assistenziali.
  • Turnazioni sostenibili e recuperi effettivi.
  • Interventi tempestivi sui rischi psicosociali.
  • Accesso riservato al sostegno psicologico.
  • Prevenzione attiva di violenze e aggressioni nei luoghi di cura.

Proteggere la salute mentale degli infermieri significa anche tutelare la sicurezza del paziente e la qualità dell’assistenza. Le evidenze internazionali mostrano che investire su organizzazione, risorse e supporto professionale produce esiti migliori per operatori e cittadini.who+1

Approfondimenti per la professione

Per approfondire benessere, diritti, contratti e organizzazione del lavoro infermieristico, consulta la sezione Lavoro di Infermieritalia.