Aggressione a un’infermiera nella Casa Circondariale di Foggia

2 settimane ago

Nelle scorse ore un’infermiera in servizio presso la Casa Circondariale di Foggia è stata aggredita durante il proprio turno di lavoro. L’episodio riaccende l’attenzione sulle condizioni di rischio in cui opera il personale sanitario impiegato nelle strutture penitenziarie, in un istituto dove i problemi di sicurezza non sono nuovi.

La dinamica dell’aggressione

Secondo la ricostruzione, un detenuto di nazionalità straniera avrebbe divelto il manico di una scopa, utilizzandolo come oggetto contundente per colpire ripetutamente l’operatrice sanitaria.

L’intervento di altri detenuti

A fermare l’aggressione sono stati altri detenuti presenti sul posto, che si sono frapposti tra l’uomo e l’infermiera, permettendole di mettersi in salvo. Un intervento tempestivo che, secondo quanto riportato, ha evitato conseguenze più gravi.

I soccorsi e le condizioni dell’infermiera

L’infermiera è stata soccorsa immediatamente dai colleghi della Medicheria interna e trasportata al Pronto Soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia. I medici le hanno riscontrato diversi traumi da percosse, senza danni permanenti, dimettendola con una prognosi di sette giorni.

Un problema che si ripete: la sicurezza del personale sanitario penitenziario

L’episodio si inserisce in un contesto già segnalato come critico per la sicurezza all’interno della Casa Circondariale di Foggia, e riporta l’attenzione su un tema più ampio: le condizioni di lavoro e i rischi a cui è esposto quotidianamente il personale sanitario impiegato negli istituti penitenziari, spesso a stretto contatto con situazioni di forte tensione senza adeguati strumenti di tutela.