Aggressioni sanitari in Italia: 9.000 casi in Lombardia, 7 al giorno in Emilia-Romagna

3 settimane ago

L’ultima aggressione al Pronto Soccorso del Sant’Orsola di Bologna, dove un’infermiera è stata afferrata per il collo da un paziente in stato di alterazione con 15 giorni di prognosi, rappresenta il simbolo di una trasformazione profonda del fenomeno delle aggressioni al personale sanitario.

Indagine Nursing Up: ricostruire la mappa reale della violenza nelle strutture sanitarie

Negli ultimi anni il tema è stato raccontato attraverso singoli episodi di cronaca o dati nazionali aggregati che non consentono di comprendere l’evoluzione territoriale, organizzativa e sociale.

Per questo Nursing Up ha realized una nuova indagine nazionale accurata per:

  • ricostruire la mappa reale della violenza
  • individuare le aree più esposte
  • identificare i reparti maggiormente a rischio
  • analizzare le nuove caratteristiche degli aggressori
  • rilevare le criticità sul fronte della sicurezza

Metodologia: incrocio di 5 fonti

L’analisi nasce dall’incrocio di:

  1. Dati pubblici regionali
  2. Rilevazioni Ordini professionali (OPI)
  3. Monitoraggi referenti Nursing Up nelle aziende sanitarie
  4. Informazioni Osservatori regionali sulla sicurezza operatori
  5. Segnalazioni sul territorio

Quadro nuovo: aumentano episodi, cambia distribuzione geografica, cresce divario denunciato-reale

Ne emerge un quadro profondamente diverso da pochi anni fa:

  • Aumentano gli episodi di violenza (+4% nel 2025)
  • Cambia distribuzione geografica
  • Cresce peso reparti emergenza-urgenza e salute mentale
  • Si amplia divario aggressioni subite vs. denunciare

LE 5 REGIONI “IN ALLARME ROSSO” per aggressioni a professionisti sanitari

RegioneCasi annuiDati specifici
Lombardia~9.000quasi 9 mila segnalazioni
Veneto~3.000oltre 3 mila episodi
Emilia-Romagna2.715oltre 7 al giorno, infermieri coinvolti nel 60%
Toscana~2.000oltre 2 mila episodi
Campaniacrescita +22%superiore media nazionale, emergenza sommerso

«La novità non è solo che le aggressioni aumentano (+4% nel 2025). Oggi troviamo numeri da emergenza anche nelle regioni considerate tra le più organizzate. Questo significa che il problema riguarda l’intero sistema sanitario nazionale», dichiara Antonio De Palma, Presidente Nazionale Nursing Up.


EMERGENZA-URGENZA E SALUTE MENTALE: nuovo epicentro del rischio

L’indagine evidenzia crescente concentrazione negli:

  • Reparti emergenza-urgenza
  • Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC)
  • Strutture di salute mentale

Queste aree concentrano:

  • pazienti fragili
  • alta complessità assistenziale
  • tensioni organizzative
  • carenze croniche di personale«I reparti più esposti sono quelli dove convivono carenza di personale, pazienti fragili, elevata pressione assistenziale e crescente difficoltà organizzativa. È qui che la tensione rischia di trasformarsi in violenza», sottolinea De Palma.

CAMBIA IL VOLTO DELLA VIOLENZA: ieri spintoni, oggi strangolamento

Trasformazione profonda del fenomeno

Dall’analisi delle segnalazioni:

  • oltre 50% degli episodi coinvolge soggetti in stato di alterazione psicofisica

Evoluzione della natura della violenza

PeriodoTipologia di violenza
Fino a pochi anni fainsulti, minacce, spintoni, schiaffi, pugni, calci
Oggitentativi di strangolamento, aggressioni al collo, immobilizzazioni violente, soffocamenti, comportamenti che mettono a rischio la vita

Il caso del Sant’Orsola di Bologna rappresenta uno dei segnali più evidenti di questa evoluzione.

«Quando un professionista sanitario viene afferrato al collo o subisce un tentativo di strangolamento, non siamo più davanti a una semplice aggressione. Siamo davanti a episodi che possono avere conseguenze gravissime e che richiedono una risposta immediata su prevenzione, sicurezza e tutela», afferma De Palma.

Fattori collegati all’escalation

  • aumento disagio psichiatrico
  • dipendenze patologiche
  • crescente pressione su emergenza-urgenza
  • carenza cronica di personale (difficile intercettare soggetti a rischio)

IL CASO CAMPANIA: fenomeno del sommerso

L’incrocio tra dati evidenzia forte discrepanza tra episodi registrati e fenomeno reale.

Cause del sommerso

  • sfiducia nelle procedure
  • complessità burocratica segnalazioni
  • mancanza di tempo
  • tendenza a considerare violenza come componente ordinaria«Troppi professionisti hanno smesso perfino di denunciare perché convinti che nulla cambierà. Ed è proprio questa rassegnazione che dobbiamo speppare», aggiunge De Palma.

CHI PROTEGGE DAVVERO i professionisti sanitari?

Sistema sanitario di frontiera in Italia

StrutturaNumero
Pronto Soccorso e DEA~620
SPDC~300+
Totale strutture~1.000

Copertura Polizia ospedaliera: scopertura strutturale 68%

  • Posti Polizia ospedalieri attivi: ~195
  • Scopertura strutturale: >68% (solo rete emergenza)

Carenza copertura notturna e fine settimana

Molti presidi non operativi, sicurezza affidata a vigilanza privata.

ZonaCarenza copertura
Nord Italia65%
Centro>75%
Sud e Isolefino a 85%

«Le guardie giurate svolgono lavoro prezioso, ma non dispongono degli stessi poteri operativi delle Forze dell’Ordine. Non possiamo fingere che sia la stessa cosa. Quando un infermiere viene aggredito alle 3 del mattino in un pronto soccorso sovraffollato, la differenza tra avere presidio Forze dell’Ordine operativo e non averlo può diventare decisiva», sottolinea De Palma.


L’APPELLO DI NURSING UP

Per Nursing Up servono:

  1. Investimenti sugli organici
  2. Procedure rapide di denuncia
  3. Tutela psicologica per vittime
  4. Rafforzamento presidi sicurezza
  5. Verifica nazionale presenza effettiva Forze dell’Ordine nelle strutture esposte«Se un infermiere entra in turno sapendo di poter essere insultato, minacciato o aggredito, il problema non è più del singolo reparto. È dello Stato. Difendere chi cura significa difendere il futuro della sanità italiana», conclude Antonio De Palma.

FONTI DELL’INDAGINE:

  • Rilevazioni Ordini professionali territoriali (OPI)
  • Dati Osservatori regionali sulla sicurezza operatori sanitari
  • Documentazione pubblica Regioni, Aziende sanitarie e ospedaliere
  • Studi, dossier e approfondimenti giornalistici su dati ufficiali
  • Documentazione istituzionale regional e nazionale

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