Infermieri italiani in fuga: all’estero stipendi fino al +250%

E’ ormai chiaro che i neolaureati italiani decidano, nella maggior parte dei casi, di trasferirsi all’estero per esercitare la professione infermieristica.

Tra i più svariati motivi alla base dell’emigrazione europea ed internazionale dei colleghi italiani, oltre alle condizioni lavorative nettamente migliori e alla crescita professionale, c’è la retribuzione. Per citare due esempi Svizzera e Canada offrono stipendi che possono arrivare anche al +250% di quanto percepito in Italia.

Il Nursing Up è ritornato sul tema della fuga degli infermieri italiani all’estero e, in un comunicato stampa, ha analizzato le ultime offerte di lavoro e gli ultimi dati: “il divario economico non è più un semplice scarto, ma un abisso: i dati ufficiali dell’Ufficio Federale di Statistica svizzero (UST) descrivono una realtà in cui il salario mediano per le professioni infermieristiche supera i 7.000 franchi lordi (oltre 7.200 euro mensili). In Italia, la stagnazione sotto i 2.000 euro genera un differenziale superiore al +250%.

Oltre confine, un professionista percepisce ogni mese quanto un collega italiano guadagna in oltre tre mesi di lavoro!

Ancora più aggressiva è la spinta che arriva dal Nord America. Attraverso la Rete Eures, il Québec ha lanciato nuove selezioni mirate esclusivamente a infermieri laureati o diplomati in Italia per strutture di prestigio come l’Ospedale Santa Cabrini di Montréal. Le condizioni offerte rappresentano una sfida alla precarietà italiana: retribuzioni mensili lorde tra 4.380 e 8.140 dollari canadesi (circa 2.400 – 5.100 euro), accompagnate da supporto gratuito per tutte le procedure di immigrazione, biglietti aerei pagati e corsi di lingua finanziati dal governo canadese.

A sancire il fallimento del sistema è il superamento della tradizionale “fuga”: siamo passati a una vera e propria sottrazione alla fonte. Inchieste di testate internazionali documentano un fenomeno inquietante: i recruiter stranieri non attendono più la laurea, ma intercettano gli studenti prima che diventino infermieri, direttamente nelle aule universitarie, da ultimo nei poli d’eccellenza della Lombardia e delle zone di confine.

Attraverso proposte di pre-assunzione vincolate al raggiungimento del titolo di studio, i talenti sanitari vengono “prenotati” prima ancora di poter partecipare a un concorso pubblico nel proprio Paese. Secondo i dati di Hunters Group incrociati con le indagini nazionali, circa 7.000 infermieri varcano i confini ogni anno. Poiché formare un singolo infermiere costa allo Stato italiano circa 30.000 euro regalare queste competenze all’estero significa bruciare ogni anno oltre 200 milioni di euro di soldi pubblici.

Siamo davanti a un vero e proprio scippo. L’Italia si è ridotta a fare da vivaio gratuito per il resto del mondo: spendiamo risorse pubbliche per formare eccellenze e poi le consegniamo, chiavi in mano, a chi sa valorizzarle. È un paradosso che grida vendetta: l’INPS, come detto in base ad una recente normativa, gestisce il computo gratuito per i laureati in divisa, ma per gli infermieri, le ostetriche e gli altri professionisti sanitari del SSN la porta resta sbarrata. Si trovano le coperture per i militari, ma si volta lo sguardo dall’altra parte quando si parla di chi sostiene l’ossatura della salute pubblica.

Non chiamatela fuga di cervelli, questa è una desertificazione programmata. Senza un adeguamento radicale degli stipendi e senza estendere anche al personale sanitario il computo gratuito dei periodi universitari, il Servizio Sanitario Nazionale è destinato a implodere. Chi curerà gli italiani domani, quando l’ultimo infermiere avrà scelto la dignità che l’Europa e il Canada gli offrono e che l’Italia gli continua a negare?.

Nursing Up chiede l’estensione del computo gratuito dei periodi universitari anche agli infermieri del Servizio sanitario nazionale e un piano straordinario di adeguamento retributivo. È nostra intenzione portare avanti queste rivendicazioni, che presenteremo anche in occasione delle trattative contrattuali per il comparto sanità, che prenderanno il via il prossimo 22 Aprile”.