Infermieri in protesta, Nursing Up convoca la Consulta Nazionale

Il sindacato Infermieristico Nursing Up ha deciso di convocare la consulta nazionale in relazione alla recente crisi infermieristica. Gli infermieri del pubblico e del privato, da diversi mesi ormai, sono “costretti” a turni massacranti, a saltare riposi e addirittura anche i giorni di ferie.

E, per questi ed altri motivi, tra i quali la mancanza di crescita professionale e gli stipendi bassi, gli infermieri decidono di scappare, innescando un meccanismo difficile da compensare, tant’è che il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, sta chiudendo accordi per assumere infermieri Indiani.

In un comunicato stampa del sindacato Nursing Up, il presidente Antonio de Palma, ha affermato: il Nursing Up ha deciso di convocare per domani mattina la propria Consulta Nazionale. Quanto sta accadendo ai nostri infermieri, nelle aziende sanitarie da Nord a Sud, ci spinge a promuovere un confronto immediato con la nostra consulta nazionale di rappresentanza. 

Viviamo un momento storico delicatissimo, i nostri professionisti, in particolare con i casi più recenti esplosi in Toscana ed Emilia Romagna, all’acme del disagio, hanno deciso di organizzare, nei rispettivi territori, seppur per ragioni diverse, manifestazioni di protesta.

Un grido di allarme ci accomuna più che mai, quello che la politica non può continuare ad ignorare, e che apre la strada ad una possibile nuova stagione calda per gli infermieri italiani.

Turni massacranti, riposi che da diritto legittimo e sacrosanto si sono trasformati in un triste optional, a causa della grave carenza di personale, violenze ormai diventati una consuetudine, consumate nelle corsie quasi ogni giorno: a tutto questo si aggiunge una emorragia di professionisti verso l’estero che potrebbe diventare insanabile, unita ai numeri allarmanti di dimissioni volontarie che rischiano di far crollare il già fragile castello di sabbia della sanità italiana.

E mentre la politica non fa ancora chiarezza sulle cifre del prossimo contratto da destinare agli infermieri e agli altri professionisti dell’area non medica, i nostri colleghi, da Nord a Sud, sono arrivati letteralmente ad un punto di non ritorno.

Questa mattina i professionisti dell’Ausl Romagna organizzano una protesta per dire no alle pronte disponibilità per i servizi attivi 24 ore su 24, che rischiano di costringere un infermiere a spostarsi da un territorio all’altro nell’arco della medesima giornata, dopo aver già effettuato già un turno di lavoro.

Non certo meno grave è la situazione dei nostri professionisti in Toscana dove, con una carenza di 4mila infermieri, la situazione è da tempo a prova di bomba.

Alle Scotte di Siena regna il caos totale. Gli infermieri sono addirittura costretti a saltare i riposi e vivono uno stato di disagio continuo.

Per questa ragione domani alle 15.00 è previsto, da parte del nostro sindacato, un sit in di protesta davanti ai cancelli dell’ospedale.

Non sono certo isole felici il Piemonte e la Lombardia, così come la Campania continua a vivere il dramma di strutture vetuste, di disorganizzazione e di fenomeni di violenza che collocano la regione, con 64 nuovi casi ufficiali da gennaio a oggi, al primo posto in Italia per aggressioni ai danni degli operatori sanitari, per non parlare poi della Sardegna dove il Brotzu di Cagliari è una bomba a orologeria.

La politica deve ascoltarci. Domani saranno valutate tutte le azioni da intraprendere per tutelare gli infermieri ed i professionisti dell’assistenza italiani“, chiosa De Palma. 

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