Nuova aggressione ai danni del personale sanitario del Pronto Soccorso. Questa volta l’episodio si è consumato all’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara dove un utente in forte stato di agitazione psicomotoria ha aggredito verbalmente e fisicamente il personale, causando il panico.
Uno degli infermieri coinvolti ha voluto raccontare quanto accaduto, offrendo diversi spunti di riflessione:
“Ho iniziato il mio turno in Pronto Soccorso alle ore 08:00. Non ho fatto in tempo a indossare la divisa che sono stato richiamato d’urgenza in Triage: un paziente era in stato di forte agitazione. Al mio arrivo, lo scenario era degradante: il soggetto aveva già sputato addosso a un collega, rivolgendogli insulti e minacce di morte estese a tutto il personale presente.
Nonostante l’intervento della guardia giurata, che ha tentato di isolarlo, la furia del paziente non si è placata. Sotto i miei occhi, l’uomo ha preso a pugni una stampante e ha tentato di brandire una sedia come arma. La situazione è degenerata definitivamente quando il soggetto è riuscito a intercettare un collega che, finito il turno di notte, stava lasciando la struttura.
Di fronte al tentativo di aggressione fisica diretta verso di lui, sono dovuto intervenire prontamente per immobilizzare il paziente e placcarlo al suolo, permettendo alle guardie, anch’esse spintonate con violenza, di scortarlo verso l’uscita dei locali.
Fortunatamente i carabinieri, intervenuti prontamente dopo la chiamata, sono riusciti ad intercettarlo e procedere all’arresto.
Il bilancio fisico di questa mattinata è di una distrazione muscolare alla spalla e una contusione all’addome. Ma il bilancio umano è molto più pesante. Provo un profondo avvilimento. È assurdo dover temere per la propria incolumità fisica mentre si cerca di garantire il diritto alla cura. Non è la prima volta che accade, e il fatto che queste dinamiche stiano diventando “ordinaria amministrazione” è il segnale di un fallimento sistemico che non possiamo più tacere”.
