La FNOPI, in occasione della giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, ha condotto una survey consegnata all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità (ONSEPS).
Nel comunicato ufficiale della stessa FNOPI si leggono i dati che sono tutt’altro che incoraggianti: “Alla survey hanno risposto in 6.232. Numerose sono state le testimonianze dei professionisti che hanno raccontato di essere stati vittime di aggressioni, esplicitando modalità, tempi, luoghi ed entità degli episodi.
Le adesioni maggiori sono state registrate in Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte, regioni dalle quali sono arrivate la maggior parte delle risposte. L’88% sono infermieri e il 2% sono infermieri pediatrici.
In 2.771 hanno dichiarato di essere stati aggrediti negli ultimi 12 mesi. Rappresentano il 44% del totale, la maggioranza sono donne e lavorano nel settore pubblico.
Ciò che colpisce è il numero delle aggressioni rilevate: superiore a quello delle persone aggredite. Gli episodi sono 12mila per una media di 6 l’anno subiti da ogni dichiarante, con una prevalenza di casi di violenza verbale.
Dalle risposte del questionario si evince, infine, che i luoghi in cui si verificano la maggior parte delle aggressioni sono principalmente ambulatori pubblici, spazi comuni delle strutture sanitarie, interni o esterni, reparti di degenza, pronto soccorso, servizi territoriali”.
