L’emergenza infermieri in Italia è realtà ormai da qualche anno a questa parte.
I numeri non mentono e il fabbisogno cresce ogni anno sempre di più a causa della minore attrattività professionale, dei pensionamenti e di licenziamenti volontari di colleghi che decidono di cambiare professione oppure di lavorare nel privato o con partita Iva.
Lo stipendio è uno dei temi più caldi insieme alla crescita professionale e alla valorizzazione della stessa. All’estero, specie in Svizzera, la carriera lavorativa è assicurata con corsi di formazione pagati interamente dall’Azienda per la quale si lavora.
La presidente della FNOPI, Barbara Mangiacavalli, in un’intervista rilasciata a “Il Quotidiano Nazionale”, ha affermato: “Partiamo da un dato oggettivo: siamo in pieno inverno demografico. Quest’anno i maturandi sono stati 390mila, numero bassissimo. E c’è un cambiamento importante. Soprattutto la generazione post Covid non si sta più dimostrando interessata al posto fisso, alla stabilità, ma è più orientata alla ricerca di un lavoro flessibile, che consenta un equilibrio diverso nella conciliazione con la vita. Con la possibilità di fare anche esperienze all’estero, di cambiare repentinamente, di adeguare la professione al proprio ritmo e non il contrario. Questo impatta su quei lavori che richiedono un esercizio h 24, sabato e domenica compresi, Natale e Capodanno. In ospedale non si finisce alle 4 del venerdì pomeriggio.
Poi c’è il tema, peculiare nella nostra professione, di valorizzazione della professionalità, a partire dal trattamento economico. Il modello organizzativo è fermo agli anni Settanta, non tiene conto delle competenze acquisite con una laurea triennale, con un master, con un dottorato di ricerca. Ed è fermo anche quello delle responsabilità. Questo naturalmente disincentiva ulteriormente i giovani. Note positive: quest’anno abbiamo coperto comunque l’84% dei posti messi a bando. E chi ha iniziato il percorso, l’ha fatto come prima scelta, non di ripiego.
Il tema è proprio questo. Paghiamo la formazione di infermieri italiani, che costa sui 35mila euro. Abbiamo stimato che sono andati all’estero in 30mila, quindi è facile fare il conto. Poi andiamo alla caccia di professionisti stranieri con modelli dubbi. Come FNOPI stiamo lavorando con il ministro Schillaci perché il nostro Paese diventi attrattivo per i giovani infermieri italiani”

Beh certo che scappano all’estero, se a rappresentarli in Italia ci sono la Mangiacavalli e Schillaci …pure chi è prossimo alla pensione scapperebbe.
rendete lo stipendio appetibile e vedrete che di infermieri si trovano e ritornano pure…… ma voi politici e altri non ci sentite meglio sfruttare con le cooperative infermieri esteri…….. auguri………. bimbi