Si torna a discutere della Manovra 2026 e di quelle che dovrebbero essere le risorse destinate agli infermieri ma, per le quali, ancora non c’è chiarezza.
E’ proprio il Nursing Up che cerca di vederci chiaro, analizzando la bozza e affermando, in un comunicato stampa: “Va riconosciuto al Governo il merito di aver smosso le acque, ma noi ci opponiamo a chi racconta la realtà per quella che non è, anche alla luce di una crisi economico contrattuale che dura da almeno due decenni, che non può essere risolta con queste cifre esigue, e che ormai presenta voragini che non si possono sanare solo con finanziamenti dell’ultima ora, ma bensì con strategie, pianificazioni e cambiamenti radicali che fin ora non vediamo di certo all’orizzonte.
La Corte dei Conti, nel suo focus sugli articoli 69–71 della Legge di Bilancio, chiarisce che i 480 milioni, da molti ingiustamente citati come “nuove risorse” per gli infermieri, derivano in gran parte dai 285 milioni già previsti nella manovra 2024, cui si aggiungono “solo” 195 milioni. Tradotto: l’aumento di 1.600 euro lordi annui circa è il risultato di due leggi consecutive, non di un intervento straordinario e “miracoloso” della Manovra 2026.
Qui miracoli non ce ne sono, sia chiaro per tutti. È l’ennesimo gioco delle tre carte perché si è ormai presa l’abitudine di sommare le risorse di manovre diverse, ma poi presentarle dimenticando di specificare elementi fondamentali utili a chi legge per non perdersi nel dedalo di numeri e norme. In questo modo certamente si favorisce la distorta percezione che si tratta di risorse nuove.
Insomma, c’è chi parla di aumenti “epocali”, ma in realtà si tratta di fondi già impegnati anche quattro o cinque anni prima. Volendo esagerare, è come se oggi dicessimo che gli stipendi crescono di 2.000 euro grazie a un solo contratto, quando quei 2.000 euro sono il risultato di vent’anni di rinnovi».
Il sindacato non accetta più la logica del “maquillage contabile”: serve trasparenza, serve rispetto per i professionisti che tengono in piedi il Servizio sanitario nazionale.
Il Nursing Up invita tutti, nessuno escluso, a dire, tempo per tempo, la verità ai professionisti sanitari e ad assumersi la responsabilità di ciò che si comunica. Perché gli infermieri non hanno bisogno di slogan, ma di fatti e numeri reali.
Certo, siamo tutti abituati alla triste matematica della “media del pollo” quella che fa credere che tutti abbiano ricevuto qualcosa, anche quando in realtà il pollo l’ha mangiato solo uno. È così anche per questi aumenti: sulla carta sembrano grandi cifre, nella vita reale pesano molto meno nelle buste paga. Non si dimentichino i numeri, gli infermieri del SSN sono circa 285mila.
Il sindacato Nursing Up chiede verità oggettiva e trasparenza. Basta giochi di parole che si prestano a disinformare! Gli infermieri non vogliono favolette e promesse illusorie, ma un riconoscimento reale, coerente e strutturale.
E chi parla in loro nome deve dirlo chiaramente: la manovra 2026 non prevede 480 milioni “di nuove risorse ”, ma solo 195, che sono aggiuntivi rispetto a fondi stanziati in passato, quindi già dovuti. Il resto sono solo belle parole, illusioni destinate a sciogliersi come neve al primo sole”.
