Notizie tutt’altro che rassicuranti sul fonte Manovra Sanità.
Nel testo non c’è traccia dell’annunciata norma relativa all’articolo 70-bis, che avrebbe dovuto avviare la sperimentazione dell’attività libero-professionale intramuraria per le professioni sanitarie non mediche e che avrebbe garantito agli infermieri un campo d’azione diverso e attività diversificate, oltre che la possibilità di incrementare il proprio stipendio.
Il Nursing Up, sindacato infermieristico, ha denunciato in una nota: “Si trattava di un passaggio necessario, per iniziare a superare le norme oggi in vigore, che continuano a frapporre ostacoli rigidi e spesso insormontabili. Lo abbiamo denunciato più volte: le regole attuali impongono vincoli aziendali sproporzionati. In Italia, pochissimi professionisti delle professioni sanitarie non mediche hanno realmente potuto usufruirne.
Il vero problema è rappresentato dal comma 2 del decreto-legge 127/2021, che pone condizioni stringenti per l’autorizzazione all’attività esterna. Anche i colleghi in regola con la documentazione si vedono spesso respingere le richieste, con motivazioni organizzative o meramente burocratiche.
Le priorità aziendali vengono usate come scudo per non concedere nulla. Così si scoraggia ogni iniziativa e si nega ogni prospettiva concreta.
La nuova Manovra avrebbe dovuto cambiare questo scenario, introducendo una sperimentazione reale di un nuovo regime. Tutto questo era stato annunciato in primis dal Ministro Schillaci e aveva preso forma di un articolo, con contenuti e tanto di modus operandi. Ma, di fatto non ce n’è traccia nella bozza definitiva bollinata dalla Ragioneria.
E adesso? Le promesse del Ministro Schillaci, che avevano fatto sperare in uno sblocco del vincolo di esclusività e in una libera professione finalmente accessibile per infermieri e professionisti sanitari non medici, restano lettera morta.
Non solo non esiste una riforma strutturale, ma perfino la deroga sembra non comparire nel testo della Manovra 2026.
E con quale logica? Il Governo annuncia 6mila assunzioni e ritiene che bastino a compensare le necessità del sistema. Ma davvero qualcuno crede che 6mila assunzioni bastino a coprire un vuoto di 175mila unità rispetto agli standard europei? È come tentare di curare un malato grave di tubercolosi con latte e miele. E il SSN, quel malato, continua a peggiorare.
Intanto dove troveremo ulteriori 50mila infermieri di famiglia previsti dalla Missione 6 del PNRR entro il 2026? E anche i 6mila annunciati dalla Manovra, dove sono? Dove reperirli? Nel frattempo, i colleghi si trovano ad affrontare aumenti irrisori: 40 euro netti, questi sono i numeri reali, mentre l’indennità, quella da 1630 euro lordi, si traduce in 88-90 euro netti solo grazie a fondi già esistenti della manovra precedente.
