Infermiere nigeriane scandalo in UK

Infermieri e libera professione: arriva la svolta ma servono i fatti

La libera professione per gli infermieri finalmente non rappresenta più un tabù politico e, dopo anni di lotte, potrà essere svolta anche da chi lavora nel pubblico a tempo indeterminato.

E’ quanto contenuto nella bozza della Manovra che ha esteso la possibilità anche alle professioni non mediche di poter esercitare l’intramoenia. Nel comunicato stampa del Nursing Up si legge: “sarebbe una svolta storica ma non possiamo permettere che resti solo un’ipotesi, come già accaduto troppe volte. La sanità italiana non può più attendere.

Il vincolo di esclusività, prorogato solo fino al 2027 e appesantito da condizioni che scoraggiano i professionisti, ha finora reso impossibile una vera riforma. Per il sindacato, riconoscere a infermieri, ostetriche e professioni sanitarie gli stessi diritti dei medici non è un privilegio, ma un atto di equità. È la chiave per valorizzare chi lavora con stipendi tra i più bassi d’Europa e per dare ossigeno a una rete territoriale e alle Rsa che rischiano il collasso.

Anche il Pnrr ha indicato la necessità di rafforzare la sanità territoriale, a partire dagli infermieri di famiglia, stimati in almeno 50mila unità per coprire i fabbisogni delle regioni. Abbiamo già professionisti formati e competenti ma vanno messi nelle condizioni di operare anche fuori dalle aziende sanitarie. È un’opportunità che non possiamo più rinviare. Con il sostegno al ministro Schillaci chiediamo di chiudere finalmente il cerchio di questa battaglia: la libera professione non è un lusso, ma una necessità per il futuro del nostro sistema sanitario”.