La burocrazia toglie tempo all’assistenza infermieristica diretta. E’ quanto si apprende da uno studio pubblicato sul Journal of Advanced Nursing e sul Journal of Patient Safety e condotto dall’Università di Torino, di cui vi avevamo già ampiamente parlato in questo articolo (Piemonte, Infermieri: un quarto del tempo a demansionarsi).
Sul tema della burocrazia e del demansionamento è tornato anche il COINA che, in un comunicato stampa, ha affermato: “Sette schede per un solo ingresso in reparto e fino a quaranta minuti sottratti a ogni paziente per compilare documenti. È questa la realtà quotidiana negli ospedali italiani: un sistema che carica sulle spalle degli infermieri una mole insostenibile di burocrazia, togliendo tempo all’assistenza qualificata e aumentando il rischio di errori clinici.
A questo si somma la problematica del demansionamento infermieristico, legata alla carenza di personale di supporto, soprattutto nei turni notturni. Troppo spesso gli infermieri si trovano a dover svolgere compiti non propri, dalla gestione dei trasporti alle pulizie fino alle pratiche amministrative, sottraendo tempo all’assistenza.
Non meno rilevante è la difficoltà nella delega: molti colleghi, in particolare i più giovani, incontrano ostacoli nel rivolgersi a operatori di supporto più anziani o poco collaborativi, mentre altri temono che il lavoro delegato non sia svolto con adeguata qualità o hanno paura di ricevere critiche. Tutto questo pesa sulla nostra professione, aumenta lo stress e amplifica il senso di isolamento nei reparti.
Questo sovraccarico non solo compromette l’efficienza dei reparti, ma ha anche un impatto diretto sul benessere degli operatori, generando stress, fatica mentale e un aumento degli errori di trascrizione e di valutazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di data burden, un carico cognitivo che può portare al burnout e minare la lucidità nelle decisioni critiche.
In Italia, l’accoglienza di un nuovo paziente in reparto può richiedere fino a quaranta minuti di burocrazia. In Germania e Francia il peso si ferma al 15-18%, nei Paesi Bassi e in Danimarca scende sotto il 10%. L’Estonia rappresenta la best practice: grazie a un sistema e-health centralizzato, ha dimezzato i tempi di documentazione rispetto alla media OCSE. Questo dimostra che cambiare è possibile”.
