Un’indagine condotta dall’Università di Torino in cinque ospedali della regione e promossa dall’Ordine delle professioni infermieristiche ha svelato che un quarto del tempo degli Infermieri in reparti di area medica e chirurgica viene utilizzato per attività che dovrebbero essere svolte da altre figure professionali.
Lo studio ha svelato che il 25% del turno è occupato da attività come cambio di presidi, rilevazione di parametri, igiene personale ai degenti, gestione di telefonate e pratiche amministrative, trasporto pazienti e, addirittura, consegna dei pasti. Tutto ciò determina demansionamento.
Il fenomeno, ormai da anni combattuto da Istituzioni e sigle sindacali, è in largo aumento, così come aumentano le sentenze che obbligano a risarcire gli infermieri che denunciano tali condizioni lavorative. La ricerca ha coinvolto 236 infermieri di 27 reparti, rappresentativi di strutture pubbliche e private e ha dimostrato come, in alcune Unità Operative, si arriva addirittura a percentuali del 70% del tempo utilizzato in attività non proprie del profilo professionale dell’Infermiere.
Il presidente dell’OPI Piemonte, Ivan Bufalo, ha dichiarato in un comunicato stampa: “Siamo di fronte a una situazione insostenibile. In Piemonte mancano almeno 6.000 infermieri, e il 25% del tempo di quelli in servizio viene impiegato in attività estranee all’assistenza sanitaria. Serve un utilizzo appropriato delle competenze infermieristiche. In gioco non c’è solo l’efficienza delle cure, ma la sicurezza dei pazienti, la qualità dell’assistenza e la tenuta del sistema sanitario pubblico”.
