L’assistenza al paziente con sospetto ictus è tempo-dipendente e richiede l’immediata attivazione dello “Stroke Team”. Al triage, l’infermiere deve riconoscere i segni e sintomi (scala FAST/BE-FAST) e assegnare un codice di massima urgenza. La presa in carico inizia con il posizionamento del paziente a letto con testiera elevata a 30°, a meno di controindicazioni, per favorire il ritorno venoso cerebrale. Si procede al monitoraggio continuo dei parametri vitali: pressione arteriosa (spesso mantenuta leggermente alta per garantire la perfusione cerebrale), frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno (da mantenere >94%) e temperatura corporea.
Si reperiscono due accessi venosi periferici di grosso calibro, uno dei quali dedicato esclusivamente all’eventuale terapia fibrinolitica. Si esegue un prelievo ematico per esami urgenti (emocromo, coagulazione, glicemia) e si misura la glicemia capillare per escludere un’ipoglicemia come causa dei sintomi. L’infermiere prepara il paziente per la TC encefalo senza mezzo di contrasto, esame dirimente per distinguere un ictus ischemico da uno emorragico e valutare l’idoneità alla trombolisi. Durante tutto il processo, l’infermiere valuta lo stato neurologico con scale standardizzate (es. NIHSS), rassicura il paziente e i familiari, e si assicura che il paziente rimanga a digiuno. Se il paziente è candidato, l’infermiere prepara e somministra il farmaco fibrinolitico (rt-PA) su prescrizione medica, monitorando attentamente eventuali segni di complicanze, come il sanguinamento.
