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Legge di bilancio: approvate nuove risorse per i contratti degli Infermieri

Per il nuovo contratto è necessario che il Governo stanzi le “opportune risorse finanziarie” per gli infermieri.

Questo l’impegno per l’Esecutivo votato con un ordine del giorno alla legge di Bilancio, approvato ieri in Commissione Igiene e Sanità del Senato, presentato a firma del senatore   Patrizio Giacomo La pietra (FdI) e che fa parte di un pacchetto di proposte su cui la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) sta in queste settimane sollecitando i parlamentari, nonostante la blindatura del Governo agli articoli della legge.

L’ordine del giorno approvato parte dal presupposto che con il mantenimento costante della previsione di inflazione media annuale secondo l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell’Unione, il 2019 necessita di un fabbisogno di aumenti contrattuali pari al 3,9 per cento.

Calcolando questa percentuale sulla retribuzione media degli infermieri secondo l’ultimo conto annuale pubblicato nel 2016, la massa degli aumenti per l’intera categoria corrisponde a 343 milioni di euro. E il Fondo perequativo previsto dal contratto 2016-2018, se rifinanziato, richiede di ulteriori 140 milioni di euro, pari a 40 euro mensili per singolo infermiere.

Chiariti i conti, su cui l’ordine del giorno impegna il Governo, appunto, “a destinare, in sede di rinnovo contrattuale per il personale infermieristico, le opportune risorse finanziarie in base alle rilevazioni annuali”, un altro ordine del giorno – questa volta a firma dei senatori Paola Boldrini (PD), Caterina Bini (PD), Davide Faraone (PD) e Daniele Manca (PD), impegna il Governo a mettere a punto in tempi brevi “le misure economiche e strumentali necessarie affinché anche il comparto sanità, come gli altri comparti della Pubblica amministrazione, possa essere oggetto di politiche assunzionali volte a garantire una corretta applicazione dei Livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio, rimuovendo, anche nello specifico, il limite imposto nel 2004, ridotto del 1,4 quale tetto di spesa per il personale sanitario”.

E in più “a prevedere misure economiche e normative volte alla stabilizzazione, all’interno del comporto sanità, di personale medico e sanitario attualmente impiegato con rapporti di lavoro non direttamente collegabili, all’azienda sanitario o ospedaliera come contratti interinali o di somministrazione”.

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