Fabbisogno formativo infermieristica 2026-2027: Nursing Up chiede una revisione prima dell’approvazione

4 settimane ago

Lo schema di Accordo sul fabbisogno formativo delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2026-2027 è ancora una bozza e dovrà passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni. Proprio per questo, Nursing Up chiede che il documento venga attentamente rivalutato prima dell’approvazione definitiva, per voce del presidente nazionale Antonio De Palma.

Il nodo principale riguarda la ripartizione dei posti tra le diverse professioni sanitarie: mentre il fabbisogno complessivo cresce, l’area infermieristica registra una riduzione significativa.

I numeri dello schema di Accordo 2026-2027

CategoriaPostiVariazione
Fabbisogno complessivo84.196+1.452
Medicina, Veterinaria, Odontoiatria24.174+1.009
di cui Medicina e Chirurgia+595
Area infermieristica (totale)34.222-1.097
Laurea in Infermieristica25.479-810
Lauree magistrali infermieristiche7.072-384
Infermieri pediatriciin calo

Il commento di Antonio De Palma (Nursing Up)

Per il presidente di Nursing Up, l’aumento dei posti nelle altre professioni sanitarie non è di per sé contestabile, ma la scelta va valutata alla luce del contesto attuale: “la più grande criticità del sistema riguarda proprio la disponibilità di infermieri”, ha sottolineato De Palma, chiedendosi se ridurre la programmazione formativa in questo ambito sia coerente con le esigenze del Servizio Sanitario Nazionale.

Una professione sempre meno attrattiva

Secondo De Palma, il calo dei posti va letto insieme a un altro dato preoccupante: nell’ultimo anno disponibile le domande di accesso ai corsi di laurea in Infermieristica sono diminuite di circa l’11%, al punto che in diversi atenei non si riesce più a coprire tutti i posti messi a bando.

Per Nursing Up, ridurre ulteriormente la programmazione non risolverebbe il problema, ma si limiterebbe a “fotografare la crisi, anziché affrontarne le cause”.

Il contesto: sanità territoriale e definanziamento del personale

De Palma collega la questione anche alle difficoltà nell’attuazione della sanità territoriale prevista dal DM 77: gli infermieri di famiglia e di comunità, osserva, non dispongono ancora di una collocazione organizzativa e contrattuale omogenea sul territorio nazionale.

A questo si aggiunge il tema delle risorse. Citando i dati della Fondazione GIMBE, De Palma ricorda che, mantenendo invariata la quota di spesa destinata al personale rispetto al 2012, tra il 2012 e il 2024 sono stati sottratti complessivamente 33,04 miliardi di euro al personale sanitario, di cui 12,82 miliardi nel solo periodo 2020-2024 — un definanziamento che, secondo il sindacato, ha reso le professioni sanitarie sempre meno attrattive.

Cosa chiede Nursing Up

Il sindacato attende ulteriori verifiche e auspica che, nel passaggio in Conferenza Stato-Regioni, venga approfondita la logica alla base della programmazione. La posizione di De Palma è netta: per costruire il futuro del Servizio Sanitario Nazionale occorre investire sulla professione infermieristica e renderla più attrattiva, mentre ridurre oggi i posti di formazione rischierebbe di mandare un segnale opposto, proprio nel momento in cui il sistema avrebbe bisogno di rafforzarla.