Case di Comunità PNRR: solo 216/781 con infermieri, fabbisogno 7.000 professionisti, Nursing Up “Chi lavorerà dentro?”

Il 30 giugno, termine fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per l’attivazione delle Case di comunità, è ormai trascorso.

Da oggi il tema non è più quanti edifici siano stati completati, ma quanti siano realmente in grado di garantire assistenza ai cittadini. Perché una struttura può essere inaugurata, ma è il personale a renderla davvero operativa.

Agenas: 781 Case con servizio attivo, ma solo 216 con infermieri

L’ultima rilevazione Agenas conta:

  • 781 Case di comunità con almeno un servizio attivo
  • a fronte di una programmazione progressivamente ampliata negli anni con risorse aggiuntive

Ma il dato che dovrebbe far riflettere è un altro:

  • solo 204 risultano dotate della presenza medica conforme agli standard del DM 77/2022
  • appena 216 della presenza infermieristica prevista dal decreto

Fabbisogno ancora scoperto

La stessa Agenas stima un fabbisogno ancora scoperto di:

  • oltre 2.500 medici a tempo pieno
  • quasi 7.000 infermieri a tempo pienoNumeri che raccontano una verità semplice: il problema oggi non è soltanto costruire le Case di comunità, ma farle funzionare.

UN’ITALIA CHE PROCEDE A VELOCITÀ DIVERSE

La fotografia del Paese evidenzia profonde differenze territoriali.

Regioni più avanzate

RegioneSituazione
Valle d’Aostaavanzata
Liguriaavanzata
Alto Adigeavanzata
Umbriaavanzata
Sardegnaha superato il target: 59 operative vs 50 previste

Regioni con situazione più complessa

RegioneOperativeProgrammatePercentuale
Campania9817157%
Puglia427854%
Calabria48 completate60 previste80%
Sicilia54 operative146 programmate37% (+27 ultimate ma in attesa)

Una situazione che conferma come il ritardo non riguardi soltanto le infrastrutture, ma soprattutto la capacità di renderle pienamente operative.


IL DM 77: il cuore della riforma è il lavoro di ÉQUIPE

Il Nursing Up ricorda che il DM 77/2022 definisce la Casa di comunità come un modello organizzativo multiprofessionale nel quale operano in modo integrato:

  • medici di medicina generale
  • Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC)
  • specialisti ambulatoriali
  • professionisti sanitari
  • assistenti sociali
  • altri operatori

Infermiere di Famiglia e Comunità: figura centrale

Lo stesso decreto individua nell’Infermiere di Famiglia e Comunità una figura centrale della nuova assistenza territoriale, chiamata a garantire:

  • presa in carico della persona
  • continuità assistenziale
  • gestione delle cronicità
  • prevenzione
  • educazione sanitaria
  • collegamento tra ospedale, territorio e servizi sociali

Standard: 1 infermiere ogni 3.000 abitanti

Il decreto individua come standard:

un infermiere ogni 3.000 abitanti

Per il sindacato, è proprio questo il punto che rischia di essere dimenticato.


De Palma: “Le Case di Comunità non funzionano con una sola professione”

«Nessuno mette in discussione il ruolo fondamentale dei medici – dichiara Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up –. Ma la politica continua a concentrare gran parte dell’attenzione sugli edifici e su alcune figure professionali, mentre il vero banco di prova della riforma è costruire équipe complete. È questo il messaggio del DM 77».

«Le Case di comunità non sono state pensate per funzionare grazie a una sola professione. Sono il luogo in cui medici, infermieri, professionisti sanitari e operatori sociosanitari lavorano insieme per garantire la presa in carico dei pazienti cronici, fragili e non autosufficienti. Se continua a mancare uno dei pilastri fondamentali dell’équipe, l’intero modello rischia di non raggiungere gli obiettivi per cui è nato».


20.000 infermieri necessari: chi li convincerà ad accettare e restare?

Tra Case di comunità e Ospedali di comunità, il nuovo modello di assistenza territoriale richiederà almeno 20.000 infermieri per poter funzionare secondo gli standard previsti.

«Gli infermieri vengono formati dalle nostre università – prosegue De Palma –. Il problema è un altro: sempre più professionisti scelgono di lasciare il Servizio sanitario nazionale, di lavorare all’estero o di cambiare strada. La domanda che oggi dovrebbe porsi la politica è semplice: chi convincerà questi professionisti ad accettare condizioni economiche e contrattuali che troppo spesso non riconoscono il valore delle loro competenze, delle loro responsabilità e del loro lavoro?»

«Se non rendiamo nuovamente attrattiva la professione infermieristica, sarà sempre più difficile reperire i professionisti necessari per garantire il funzionamento della nuova sanità territoriale».


La vera sfida comincia adesso: “Chi ci lavorerà dentro?”

«Il 30 giugno ha segnato una scadenza importante. Ma la partita più difficile inizia oggi. Perché una riforma sanitaria non si misura dal numero degli edifici completati, ma dalla capacità di garantire cure ai cittadini.

La politica deve smettere di guardare quasi esclusivamente alle strutture e a singole figure professionali e tornare al modello disegnato dal DM 77, che si fonda sul lavoro di équipe.

Le Case di comunità funzionano quando medici, infermieri e tutte le professioni sanitarie lavorano insieme. Non esistono scorciatoie. La domanda, allora, non è quante Case di comunità riusciremo ad aprire nei prossimi mesi. La vera domanda è un’altra: chi ci lavorerà dentro?

Chi accetterà di farlo se continueremo a non valorizzare economicamente e contrattualmente gli infermieri, che rappresentano uno dei pilastri della sanità territoriale?

Finché non daremo una risposta credibile a questa domanda, il rischio è che la riforma continui a correre più veloce delle persone chiamate ogni giorno a renderla possibile», conclude De Palma.


Fonte:

  • Agenas, rilevazione Case di comunità PNRR, 781 operative, 204 medici, 216 infermieri, fabbisogno 2.500 medici + 7.000 infermieri, 2026.
  • Nursing Up, Antonio De Palma (Presidente Nazionale), dichiarazione su DM 77/2022, équipe multiprofessionale, 20.000 infermieri necessari, 2026.
  • DM 77/2022, standard Casa di comunità, 1 infermiere ogni 3.000 abitanti, 2022.
  • PNRR, scadenza 30 giugno 2026 Case di comunità, 2026.