Giornata mondiale contro il cancro: tra 12 e 18 mila infermieri italiani oncologici

4 settimane ago

Il 4 Febbraio si è tenuta la Giornata Mondiale contro il cancro e il sindacato infermieristico ha richiamato l’attenzione sugli infermieri oncologici italiani, figure chiave nei percorsi assistenziali di questa patologia così impattante sulla vita sociale e sanitaria.

Nel comunicato stampa si legge: “Secondo un’analisi del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO), basata sulla distribuzione dei reparti oncologici, dei day hospital dedicati e delle reti oncologiche regionali, in Italia operano stabilmente tra 12.000 e 18.000 infermieri impegnati nell’assistenza oncologica. Una stima che evidenzia la forte sproporzione tra il numero di professionisti dedicati e l’ampiezza della popolazione oncologica assistita.

Si tratta di infermieri che seguono il paziente lungo l’intero percorso di cura: dalla diagnosi ai trattamenti, dal follow-up alla gestione degli effetti collaterali, fino al supporto nelle fasi più critiche della malattia, spesso diventando il riferimento più costante per il paziente e per la famiglia.

Per quanto riguarda la composizione di genere, gli stessi studi osservazionali condotti in ambito oncologico mostrano una netta prevalenza femminile, con circa il 65–70% di donne e una quota maschile compresa tra il 30 e il 35%, una distribuzione coerente con quella della professione infermieristica anche nei settori ad alta specializzazione clinica.

Il cancro non colpisce solo il corpo, ma l’intera sfera emotiva della persona. Gli infermieri oncologici sono chiamati ogni giorno a sostenere pazienti e famiglie in momenti di estrema fragilità, gestendo insieme complessità clinica e carico umano. Questo ruolo va riconosciuto e valorizzato.

Secondo Nursing Up, la qualità dell’assistenza oncologica è strettamente legata alla formazione specialistica infermieristica. Ambiti come oncologia clinica, gestione del dolore, cure palliative, comunicazione con il paziente fragile e supporto psicologico richiedono competenze avanzate e aggiornamento continuo, come indicato anche dai documenti di indirizzo delle società scientifiche e delle reti oncologiche. Senza dimenticare che l’infermiere rappresenta da sempre la figura professionale che trascorre più tempo a contatto con il paziente.

“Non si può continuare a chiedere agli infermieri di reggere carichi assistenziali ed emotivi enormi senza investire seriamente sulla formazione specialistica. La qualità delle cure dipende anche dalla preparazione di chi è accanto al paziente ogni giorno.

Per Nursing Up è necessario intervenire su più livelli: valorizzare le competenze avanzate degli infermieri oncologici, adeguare gli organici rispetto a una popolazione di milioni di pazienti oncologici, rafforzare i percorsi formativi specialistici e riconoscere pienamente il ruolo dell’assistenza infermieristica nei team multidisciplinari. Solo così sarà possibile garantire cure oncologiche efficaci, sicure e realmente umanizzate.

Investire sugli infermieri oncologici significa investire direttamente sulla qualità della vita dei pazienti. Senza un riconoscimento concreto del valore professionale e umano di questi professionisti, il sistema sanitario rischia di indebolire la propria capacità di risposta a una delle sfide più complesse della sanità moderna”.