Mancano pochi giorni alla scadenza dei contratti per circa 90 tra medici e infermieri assunti dall’INAIL nel 2020 per far fronte all’emergenza Covid e che, ad oggi, si trovano in un vero e proprio limbo tra la stabilizzazione e il rischio di licenziamento.
Come riportato nel comunicato stampa del sindacato UIL si legge: “L’Ente ha investito su di noi, abbiamo coperto ruoli superiori alle nostre mansioni. Chiediamo solo che questo impegno venga riconosciuto”, spiegano.
Un evento simbolo è in programma il 21 ottobre alla Camera dei Deputati, promosso dall’INAIL con la partecipazione del Ministro del Lavoro, in concomitanza con la Settimana europea della sicurezza. Un’occasione per riportare all’attenzione dei decisori politici la questione.
Ci era stato garantito… Mancano pochi giorni e non c’è nulla di ufficiale. L’INAIL ci sostiene, ma serve un atto politico”, denuncia un medico. Abbiamo dato disponibilità in un momento drammatico per il Paese”, racconta un’infermiera. “Ora siamo di nuovo sospesi, senza alcuna certezza.”
I sanitari, tuttavia, non escludono mobilitazioni. “Siamo pronti a scendere in piazza”, avvertono. Il loro messaggio è chiaro: non è una richiesta di favore, ma di giustizia. Chiedono che non vada disperso un “patrimonio di competenze” costruito in cinque anni di servizio e sacrifici. Dopo tutto quello che hanno dato, reclamano “coerenza e rispetto”.
