Il sindacato di categoria, Nursing Up, ha lanciato un’iniziativa nota come “Osservatorio nazionale sul lavoro in sanità” che raccoglierà dati e denuncerà la situazione della professione infermieristica in Italia, senza filtri.
Nel comunicato stampa la prima testimonianza che il sindacato ha raccolto è quella di Laura, infermieri di Oristano: “Laura, infermiera fino a poche settimane fa, che ha lavorato, come ultima esperienza, in una RSA di Oristano e, dopo aver accumulato anni di difficoltà, stipendi a singhiozzo e demansionamenti, ha deciso di lasciare la professione. Ha abbandonato tutto, si è licenziata e ha anche rassegnato le dimissioni dall’Ordine. Laura oggi, con il dolore nel cuore, racconta di non essere più una infermiera.
Riguardo all’ultima esperienza, quella durata poco più di un anno, posso dire che ho vissuto un vero inferno! Ci chiedevano finanche di servire colazioni e lavare il cucinino, come se fossimo personale ausiliario mentre prestavo servizio con tantissimi pazienti durante i turni notturni. E invece accadeva spesso che gli Oss, accanto a me, svolgevano incredibilmente le nostre funzioni. Insomma un sistema al rovescio!
Non conoscevo mai in anticipo i turni del mese, le comunicazioni arrivano solo da canali WhatsApp e mai de visu, e diventava impossibile organizzare la vita familiare. A questo si aggiungono irregolarità contrattuali. Le ore di lavoro non quadravano mai la banca ore era gestita solo a favore del datore di lavoro, mentre a noi non veniva riconosciuto nulla. Ogni mese era una lotta per far tornare i conti. Per non parlare poi di retribuzioni che non hanno mai conosciuto la parola evoluzione, con l’aumentare del costo della vita.
Quello delle Rsa in Sardegna, ma credo che in tante altre regioni la realtà sia altrettanto desolante, ed infatti è accaduto, nel mio caso, anche in Piemonte, è un ambiente che logora, dove il turnover è utopia e cala vertiginosamente la qualità dell’assistenza. Amavo la mia professione, ma la mia salute viene prima di tutto”.
La vicenda di Laura non è isolata. È l’ennesima storia di abbandono della professione infermieristica, un fenomeno che colpisce sempre più professionisti sanitari in Italia. I motivi si ripetono e sono drammatici: demansionamento, stipendi pagati in ritardo anche se si tratta di Rsa collegate con le rete socio sanitaria pubblica, carichi di lavoro insostenibili, mancanza di tutele reali. Tutti elementi che minano non solo la qualità dell’assistenza, ma anche la vita privata e la salute psicofisica degli infermieri.
La storia di Laura ci racconta di una ferita collettiva. Solo nel 2024, oltre 20mila professionisti dell’area non medica hanno abbandonato la sanità pubblica e le Rsa territoriali. Non possiamo più considerare queste vicende casi isolati. Per questo abbiamo voluto e costituito un Osservatorio, che nasce per raccogliere con metodo e trasparenza queste testimonianze, verificarle e portarle davanti alle istituzioni, perché non si possa più dire di non sapere.
L’abbandono della professione non è solo una scelta individuale, è il segnale di un sistema che non funziona e che rischia di collassare. Serve una svolta, serve ora.
Nelle prossime settimane l’Osservatorio continuerà a raccogliere altre storie da tutta Italia. Ogni testimonianza sarà rilanciata con l’ attenzione che merita, e trasformata in denunce pubbliche e proposte concrete. L’obiettivo del Nursing Up è chiaro: fermare la fuga dalla professione e restituire dignità, sicurezza e riconoscimento agli infermieri italiani”.
