Trento: infermieri prescriveranno radiografie da Triage ma il sindacato area radiologica non ci sta

Gli infermieri delle strutture ospedaliere pubbliche di Trento e provincia potranno prescrivere l’esecuzione di determinati tipi di radiografie direttamente dal Triage.

L’OPI Trento, nei giorni scorsi, ha espresso grande soddisfazione in merito a questo progetto, approvato dalla Giunta provinciale su proposta dell’Assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, dichiarando, in una nota: “Si tratta di un ulteriore passo importante, in linea con le indicazioni nazionali del Ministero della Salute, finalizzato a garantire una presa in carico tempestiva e sicura dei pazienti e a rendere più efficiente l’organizzazione sanitaria provinciale, valorizzando al contempo il lavoro di équipe” 

Questa sperimentazione riconosce competenze già esercitate dagli infermieri nella valutazione avanzata della persona e nella gestione clinico-assistenziale di situazioni complesse e a rapida evoluzione, potenziandole all’interno di un modello organizzativo innovativo. È un progetto che potrà generare benefici concreti: per i pazienti, in termini di tempi di attesa, mantenendo sicurezza e qualità dell’assistenza; per il sistema sanitario, attraverso un utilizzo efficiente delle risorse; e per la professione infermieristica, che vede riconosciuta e ampliata la propria responsabilità clinica”.

Il sindacato dell’Area Radiologica SNR, invece, non ci sta e rilancia: “Ancora una volta l’ansia da prestazione delle aziende sanitarie, il bisogno di consenso politico, si risolvono agitando lo spauracchio dei tempi di attesa e trovando soluzioni fantasiose ma fuori legge, che, lungi dal risolvere i problemi che affliggono il nostro sistema sanitario nazionale, creano invece confusione di ruoli, inappropriatezza e l’esposizione -non correttamente giustificata- dei pazienti a radiazioni ionizzanti. L’Articolo 159 del Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101 stabilisce le responsabilità e le procedure per le esposizioni mediche a radiazioni ionizzanti, confermando la responsabilità clinica del medico specialista e la responsabilità pratica del tecnico sanitario di radiologia medica o dell’infermiere, ciascuno secondo le proprie competenze.

Il comma 1 disciplina le esposizioni di cui all’articolo 156, le quali sono effettuate sotto la responsabilità clinica del medico specialista, su richiesta motivata del medico prescrivente, mentre il comma 2 definisce l’attività di refertazione, che è esclusiva del medico specialista in radiodiagnostica o medicina nucleare. 

Non ce ne vogliano i colleghi infermieri, dei quali apprezziamo tutti i giorni in corsia l’abnegazione e la crescente preparazione, ma rivendichiamo con forza e a tutela della sicurezza delle cure (Legge 219/2017 Consenso Informato e DAT) la responsabilità per il medico (non solo medico radiologo) di prescrivere ciò che è veramente necessario per il paziente e di interpretare il referto. Fa parte dei nostri doveri, così come la lotta all’inappropriatezza è il nostro contributo per contrastare il declino di un sistema sanitario in sofferenza ma ancora eccellente”.