Barbara Guidolin, Movimento 5 Stelle, da sempre attiva nei confronti della professione infermieristica, è ritornata ad analizzare l’emergenza che sta vivendo alla luce dei dati pubblicati in merito alla riduzione delle domande per i test d’ingresso al Corso di laurea.
In un lungo post condiviso sui social ha dichiarato: “L’emergenza legata agli infermieri in Italia ha ormai raggiunto proporzioni drammatiche, ma il Governo non riesce o non vuole porvi rimedio.
L’Esecutivo “sta a guardare”. I dati sono uno peggiore dell’altro a partire da quelli sui test di ammissione al nuovo anno accademico nella facoltà di Infermieristica, a proposito dei quali le domande non raggiungono nemmeno il numero dei posti disponibili, a dimostrazione che la professione continua a faticare ad attrarre i più giovani.
Esiste, ovviamente, un enorme problema di carenza di infermieri, pari a circa 70mila unità mancanti. Ma non possiamo dimenticare il dramma dei salari: secondo gli ultimi dati del Centro studi Nursind, negli ultimi 35 anni un infermiere neo assunto ha perso fino a 10mila euro in busta paga, che arrivano a quasi 16mila euro per un professionista con 40 anni di servizio.
Ma non sono solo gli stipendi tra i più bassi d’Europa ad allontanare le nuove leve. Esiste anche il nodo delle carriere, perché al momento non esistono incentivi alla crescita professionale. Non posso che schierarmi al fianco di Nursind, quando chiede a gran voce una maggiore valorizzazione delle professioni sanitarie non mediche per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria ai cittadini e per ridurre le liste d’attesa, ma anche quando denuncia il rischio di implosione del Servizio sanitario nazionale e di conseguenza l’impossibilità di garantire adeguati livelli di cura nei prossimi anni.
Noi ci battiamo da tempo per rafforzare l’indennità di specificità per mettere soldi in busta paga ai nostri infermieri, ma ovviamente bisogna lavorare anche sui turni notturni e festivi, sulla detassazione degli straordinari e sul riconoscimento del lavoro usurante. Dal canto suo, il Governo resta invece a guardare, proponendo riforme inutili e piene di mera propaganda come quella sulle professioni sanitarie. Ora basta: Meloni e Schillaci agiscano, prima che sia troppo tardi”.
