A lanciare l’allarme, ancora una volta, è il Nursind, sindacato di categoria infermieristica.
Secondo un recente studio redatto dal segretario nazionale, Andrea Bottega, e dal consulente economico, Girolamo Zanella, gli infermieri stanno vivendo un progressivo impoverimento degli stipendi da 35 anni a questa parte con una sostanziale perdita del potere d’acquisto generale.
Il risultato del Centro Studi è sotto gli occhi di tutti: fino a 16 euro in meno a parità di carriera e di percorso di studi rispetto al passato. “Gli stipendi degli infermieri sono inaccettabilmente magri per colpa della pesante erosione che subiscono da 35 anni a questa parte. Non è una sorpresa se oggi ci troviamo a fare i conti con una carenza cronica di personale. Ma il rischio maggiore è l’impoverimento strutturale del nostro Servizio sanitario nazionale” è quanto dichiarato da Bottega e Zanella.
Dal documento si evince anche: “E’ assolutamente incontrovertibile che il sistema degli incarichi, mutuato dal contratto della dirigenza, deve o avrebbe dovuto costituire, unitamente all’avvio in modo significativo dell’area dell’Elevata Qualificazione (EQ), la logica evoluzione del solo personale laureato anche verso una progressiva autonomia professionale e, dal punto di vista economico, potrebbe concorrere a dare delle risposte alle riduzioni retributive descritte a condizione di investire notevolmente in futuro in questo istituto.
A nostro parere è indispensabile la definizione di un fondo contrattuale specifico in cui potrebbero confluire anche le attuali risorse dei differenziali economici di professionalità (DEP) e delle indennità fisse e continuative da fondo proprie del personale laureato. Congiuntamente agli aspetti relativi allo sviluppo giuridico del sistema degli incarichi dei professionisti laureati sono altrettanto fondamentali i miglioramenti economici relativi al disagio legato alla turnistica e a specifiche indennità proprie degli infermieri quale l’indennità di specificità infermieristica.
E’ del tutto evidente che il percorso da seguire, a nostro parere, deve necessariamente partire da un intervento legislativo che ne fissi le caratteristiche, i limiti, i finanziamenti e la certezza applicativa dal punto di vista temporale anche per non subire condizionamenti nella corretta applicazione”.
A questo link trovate l’analisi realizzata dal Nursind in forma integrale, in cui sono riportate tutte le tabelle e i confronti rispetto agli anni scorsi: Studio Nursind
