La prevenzione delle cadute è un indicatore di qualità dell’assistenza infermieristica. Il ruolo dell’infermiere inizia con la valutazione multidimensionale del rischio, utilizzando scale validate (es. Scala di Conley o Morse) all’ammissione e a ogni cambiamento significativo delle condizioni del paziente. L’accertamento non si limita al punteggio, ma indaga fattori intrinseci (deficit motori/sensoriali, stato cognitivo, storia di cadute, farmaci assunti) ed estrinseci.
Sulla base della valutazione, l’infermiere pianifica e attua interventi personalizzati. Questi includono l’educazione al paziente e ai caregiver sui pericoli, la revisione della terapia farmacologica con il medico per minimizzare l’uso di farmaci a rischio (sedativi, ipotensivi) e la promozione di un programma di mobilizzazione sicura, anche con il supporto del fisioterapista. Si assicura che il paziente indossi calzature adeguate, antiscivolo e ben allacciate, e che il campanello di chiamata sia sempre a portata di mano.
Gli interventi ambientali sono altrettanto cruciali: garantire un’illuminazione adeguata (anche notturna), rimuovere ostacoli dai passaggi, assicurare che il letto sia tenuto in posizione bassa e con le ruote bloccate, e utilizzare le sponde solo se strettamente necessario e dopo attenta valutazione, poiché possono diventare un mezzo di contenzione. L’obiettivo è creare un “ambiente sicuro” che promuova l’autonomia del paziente riducendo al minimo i rischi, documentando ogni intervento nel piano di assistenza individuale.
