Malore in servizio ad Imola, gli Infermieri: “siamo sfiniti”

3 settimane ago

Una carenza che attanaglia da tempo l’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola quella degli infermieri e che non sembra abbia, ad oggi, una soluzione.

La carenza di personale infermieristico è sempre più importante ma anche quella degli operatori sanitari mette in grave difficoltà gli infermieri, specie in alcune Unità Operative, andando a configurare anche demansionamento infermieristico, cosa per la quale l’Azienda è passibile di denuncia.

Ferie non godute, riposi saltati e doppi turni: ogni giorno gli infermieri sono chiamati a lavorare in condizioni davvero difficili, tant’è che una collega si è sentita male durante un turno di lavoro. Di conseguenza burnout a livelli esagerati e richieste di trasferimenti e/o di dimissioni.

Come riportato da “Il Resto del Carlino” Anna Fabiana Esposito, delegata sindacale dell’Ausl Imola per il Nursind, ha affermato: “Infermieri sotto organico e senza alcun tipo di assistenza, anche in reparti con pazienti che richiedono la costante presenza di professionisti al loro fianco, specialmente nelle ore notturne. Una nostra collega ha persino avuto un malore in pieno servizio, non è possibile andare avanti in questo modo.

In diversi reparti ad alta intensità di pazienti, come ad esempio geriatria o ortopedia, siamo sempre meno e non ci sono Oss al nostro fianco, soprattutto di notte, quando ci sono solo due infermieri di turno che devono svolgere contemporaneamente anche altri compiti che non gli dovrebbero competere. Siamo a pezzi, il burnout è sempre più diffuso fra i nostri colleghi, costretti spesso a saltare i turni di riposo, con conseguenze sia sulla propria qualità della vita e sulla gestione del tempo fra impegni personali e lavoro, ormai inesistente, sia sulla qualità dell’assistenza che si dovrebbe garantire ai pazienti.

Adesso stiamo andando incontro all’organizzazione delle ferie estive, con la conseguenza che il personale, già esiguo, si ritroverà sempre di più ridotto all’osso, anche in quei reparti con pazienti totalmente dipendenti dal personale sanitario. È necessario implementare le piante organiche, anche se sappiamo bene non è semplice, visto che mancano infermieri e quelli che ci sono vengono sottopagati o sono costretti a rientrare in anticipo dai turni di riposo, o a saltarli del tutto, senza alcuna possibilità di recupero. Non è possibile pensare di poter garantire un servizio all’altezza delle esigenze di determinati reparti con due soli infermieri nei turni notturni”.

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