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De Palma: “Gli infermieri hanno deciso di protestare”

Condizioni di lavoro in peggioramento e, in alcuni casi, addirittura disastrose, disorganizzazione, stress e burnout, ferie e riposi saltati: tutto ciò non fa che influire negativamente sulla professione infermieristica. Negli ultimi mesi se ne stanno vedendo i risultati, purtroppo.

Infermieri che decidono di licenziarsi, altri che decidono di lavorare all’estero, fuggendo da quanto sopra, altri che si abbandonano quello che era un porto sicuro, ossia il contratto a tempo indeterminato nel pubblico, per lavorare con la partita IVA. I segnali degli ultimi mesi sono davvero preoccupanti, tant’è che molti professionisti, da Nord a Sud hanno deciso di protestare per migliorare non solo le condizioni di lavoro ma anche il proprio stipendio.

In un comunicato stampa del presidente Antonio De Palma, del sindacato infermieristico Nursing UP, si legge: “valorizzare i professionisti dell’assistenza è una priorità che viaggia sempre più di pari passo con l’indispensabile necessità di ricostruire il nostro Sistema Sanitario. 

Siamo di fronte a un imperativo categorico che non può attendere, di fronte al quale la politica ha il dovere di prendere finalmente coscienza che senza gli infermieri e le ostetriche non esiste un futuro degno di tal nome per la tutela della salute della collettività, caposaldo di un Paese Civile.

Ci lasciamo alle spalle giorni di profonda riflessione più che mai in un momento storico delicatissimo per i nostri professionisti, all’acme dei disagi, alle prese con turni massacranti e scelte paradossali che, nonostante siamo abituati a inghiottire bocconi amari, facciamo ancora molta fatica a comprendere.

Rispetto alla bozza della Legge di Bilancio abbiamo analizzato ed estrapolato contenuti che trovano la nostra ferma indisponibilità e li segnaliamo con costanti, ripetute e quotidiane pressioni per la loro immediata revisione.

Sono queste le nostre determinate istanze presentate al Governo.

1.  Immediata estrapolazione degli infermieri e del personale sanitario ex legge n. 43/2006, dai destinatari del vergognoso articolo 34 della bozza della Legge di Bilancio 2024, che prevede un taglio delle pensioni per coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1996. 

2.  Urgenti modifiche all’articolo 10), comma 5), della bozza di  legge di Bilancio anno 2024, con inserimento della specificità professionale infermieristica tra quelle in aria di valorizzazione, ed estendendo tale previsione anche alle altre professioni ex legge n. 43/2006. 

Quanto sopra, anche ai fini 

a): dell’aumento  del valore orario della paga base degli infermieri e professionisti sanitari ex legge 43/2006 e sua detassazione 

b): dell’incremento dell’indennità di specificità infermieristica di cui all’art 104 del CCNL 2029/21, prevedendone l’estensione anche alle ostetriche 

c) dell’automatica collocazione degli infermieri, ostetriche e professioni sanitarie ex legge n 43/2006 nell’area elevata qualificazione del CCNL sanità d) nell’individuazione di percorsi differenziati di attribuzione degli incarichi professionali agli infermieri e personale sanitario ex legge n 43/2006.

3. Urgenti modifiche all’articolo 42), commi 2) e 3), della bozza di legge di Bilancio anno 2024, laddove viene prevista la “mera possibilità” di aumentare fino a 60 euro l’importo orario delle prestazioni aggiuntive in favore del personale sanitario interessato, provvedimento peraltro sperequativo rispetto alla dirigenza medica, nei confronti della quale viene specificatamente indicato il valore orario delle relative prestazioni aggiuntive. Chiediamo anche la revisione del comma 3 implementando le risorse destinate al personale sanitario non medico.

Trasferendoci invece sul territorio, è giunto il momento di affrontare “di petto”, continua De Palma, le problematiche quotidiane, quelle che i nostri professionisti sperimentano ogni giorni immersi nel mare della costante disorganizzazione degli enti sanitari.

Per questo la nostra Consulta Nazionale, continua De Palma, ha ripreso a riunirsi sempre più spesso, sensibilizzata dalle numerose assemblee locali in tutta Italia, ed è sotto gli occhi di tutti che il confronto con i nostri rappresentanti territoriali assume motivazioni sempre più urgenti al fine di valutare con attenzione le azioni da intraprendere.

I Governi Regionali hanno il dovere, non siamo disposti ad attendere oltre in tal senso, di intervenire con azioni concrete presso le aziende sanitarie per mettere un freno a quanto sta accadendo da Nord a Sud.

I nostri professionisti vengono spremuti ogni giorno come limoni e sono ad un punto di non ritorno, alle prese con uno stress psico-fisico che rischia di trasformarsi sempre di più in un pericoloso boomerang per la qualità delle prestazioni sanitarie offerte ai pazienti, ma anche per la qualità della vita familiare degli interessati. 

Ci riferiamo, ad esempio, ai troppi casi di aziende che si inventano turni di pronta disponibilità  che non rispecchiano la norma contrattuale, e che superano in molte realtà ospedaliere il numero di 7, ai riposi sistematicamente saltati, a ferie tristemente accumulate, a demansionamenti che umiliano nel profondo i nostri professionisti, a interi reparti di ospedali che vengono riaperti grazie alla presenza di infermieri esterni, spesso pagati il triplo rispetto ai nostri.

Siamo di fronte ad una realtà che non è assolutamente più accettabile. La carenza di personale, da noi quantificata in numeri che oscillano dalle 175mila alle 220mila unità, si ripercuotono ogni giorno sulla qualità dell’assistenza. 

Nei prossimi giorni avvieremo una serie di manifestazioni di protesta finalizzate a sensibilizzare l’azione delle Regioni sulle aziende sanitarie. E’ in  capo a loro la responsabilità organizzativa ed in vigilando di quel che accade negli enti ed aziende del SSN. Che intervengano dunque, per rendere finalmente la vita degli infermieri e degli altri professionisti dell’assistenza più accettabile e dignitosa“, chiosa De Palma.

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