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La storia di una futura collega che non ha mai mollato

Ieri, in tarda serata, ci arriva questo messaggio sulla pagina Facebook e, dopo aver chiesto il consenso, decidiamo di pubblicarlo.
“Vorrei raccontarvi la mia storia. Mi chiamo Elena (nome di finzione), ho 30 anni e sono una studentessa al secondo anno di infermieristica. Due anni fa ho dovuto lasciare il mio lavoro e la mia casa in Veneto perché la depressione mi stava mangiando viva. La mia famiglia vive in Sardegna e mio fratello quando avevo appena iniziato a crearmi una nuova vita in Veneto si è suicidato. Era il mio punto di riferimento, un ragazzo sensibile, intelligente, arrivo nel volontariato.
Forse era troppo sensibile e a un passo dalla laurea non ha retto. Ho combattuto per non sprofondare. Ho iniziato a lavorare come commessa e poi ho deciso di svoltare e ho frequentato un corso di amministrazione e contabilità. Dopo 6 mesi sono diventata la segreteria di direzione di una nota azienda veneta. Ho subito per anni le avances dei miei colleghi, sentendomi sporca.
Dopo due anni ero affranta dal dolore ed incapace di vivere. Con la forza che mi è rimasta ho mollato tutto, sono tornata dai miei genitori e ho ripreso a vivere partendo da zero. Non ero più in grado di uscire di casa, di relazionarmi. Mi sono buttata nel mondo e ho deciso di affrontare le mie paure. Ho fatto un viaggio in Spagna da sola. Dopo poco tempo ho pensato al mio scopo in questa vita: aiutare il prossimo. Ho studiato per accedere ad infermieristica e mi sono iscritta alla Sapienza con i pochi soldi rimasti. Sono incredibilmente arrivata sesta nella graduatoria e da lì è partito il mio percorso universitario. Amo quello che studio, amo aiutare e confortare gli altri. Sono ormai al secondo anno e nonostante le difficoltà economiche, che mi hanno portata a lavorare anche per 2,50 euro all’ora, sono qua felice e speranzosa. La mia vita è questa.”

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