Procedure

Principali complicanze del catetere vescicale

Le principali complicanze associate al cateterismo sono: ematuria, struvite, perdite di urina e lesioni da decubito. In caso di ematuria il catetere può ostruirsi: in questi casi è importante il controllo della pervietà per evitare il tamponamento vescicale da coaguli. Nei soggetti con cateterismo a permanenza la struvite è la principale causa di ostruzione del catetere. La causa della struvite sono i batteri produttori di ureasi che possono trovarsi nell’urina dei portatori di catetere. La perdita di urina involontaria è causata dalle contrazioni vescicali dovute alla presenza del catetere. Le lesioni da decubito infine sono causate dalla pressione continua e dalle trazioni del catetere o dal peso della sacca.
Secondo una revisione del 2013 non deve essere trascurato il rischio di andare incontro a una complicanza diversa dalle infezioni delle vie urinarie. Le principali complicanze associate al cateterismo sono:

  • ematuria;
  • struvite;
  • perdite di urina;
  • lesioni da decubito.

Ematuria

In presenza di ematuria il catetere può facilmente ostruirsi con formazione di coaguli. In questo caso è indispensabile l’utilizzo di un catetere Couvelaire (con ampia apertura a becco di flauto sull’estremità prossimale) che favorisce un buon drenaggio. Questo catetere viene utilizzato nel periodo post operatorio, nei soggetti con neoplasia delle vie urinarie (vescicali, prostatiche e renali), in caso di trauma uretrale o vescicale e nei soggetti con difetto della coagulazione o di sovradosaggio di farmaci anticoagulanti.
Il controllo della pervietà è importante per evitare il tamponamento vescicale da coaguli. A questo scopo si può ricorrere alla cistoclisi con introduzione temporanea o continua di soluzione fisiologica in vescica e intervenendo manualmente sul tubo di drenaggio per favorire la fuoriuscita di coaguli. Quando è necessario, si interviene introducendo la soluzione fisiologica con siringa da catetere a una pressione tale da creare un vortice e poi si aspira per rimuovere i coaguli.

Struvite

La struvite è un’altra causa di ostruzione del catetere molto comune nei soggetti con catetere vescicale a lunga permanenza (con urine chiare). La causa sono i batteri produttori di ureasi che possono trovarsi nell’urina dei portatori di catetere. Questi batteri scindono l’urea in ammoniaca, tale reazione chimica determina un aumento degli ioni ammonio e di conseguenza un innalzamento del pH. L’ambiente basico alla temperatura di 37° C favorisce la precipitazione di sali di fosfato ammonio magnesiaco (struvite) che possono ostruire il catetere. I depositi di struvite sulla superficie e all’interno del catetere rendono difficile lo svuotamento vescicale, con aumento della pressione intravescicale e reflusso vescico-ureterale.
Questo è il meccanismo della formazione della calcolosi urinaria di origine infettiva legata alla presenza di un corpo estraneo come il catetere. La presenza stessa del catetere rende problematico il trattamento: l’eradicazione del patogeno è difficile e le recidive sono numerose. Tutte le condizioni che favoriscono l’immobilità e l’allettamento come traumi, ictus e quelle associate alla presenza di un corpo estraneo, come i fili di sutura o i cateteri, contribuiscono a formare calcoli di fosfato ammonio magnesiaco. La soluzione è rimuovere il catetere ma questo non è sempre possibile. Si può tenere sotto controllo il fenomeno rilevando il pH urinario e sostituendo il catetere ai primi segni di ridotto flusso urinario o appena si noti la presenza di sedimento nella sacca di raccolta delle urine. L’odore di ammoniaca deve fare attivare controlli più frequenti.
Una buona idratazione può contrastare o almeno ritardare l’ostruzione; è possibile anche acidificare le urine con la somministrazione di un integratore a base di Lmetionina e mirtillo rosso (sotto controllo del medico). L’uso di vitamina C per bocca non riduce il rischio di struvite, mentre il succo di mirtillo sembra sia in grado di ostacolare l’attecchimento batterico all’epitelio vescicale, ma non ha una spiccata attività acidificante.

Perdite di urina

Il catetere può indurre lo stimolo a urinare oppure può provocare spasmi vescicali involontari (tenesmo vescicale) che si manifestano con perdite di urina attorno all’uretra. Occorre spiegare al paziente che non deve spingere per urinare altrimenti aumenta il disagio. In questi casi può essere utile sostituire il catetere con uno di calibro più piccolo. Cateteri di calibro maggiore possono aggravare le contrazioni e di conseguenza favorire le perdite.

Lesioni da decubito

Le lesioni da decubito sono una delle possibili complicanze associate all’uso del catetere a lunga permanenza. Nei casi gravi la lesione può determinare l’apertura dell’uretra peniena dal meato fino alla radice del pene. La causa è la pressione del catetere sul meato. A volte la lesione è causata dal paziente stesso che strattona il catetere fino a strapparlo. La lesione potrebbe essere causata da un mal posizionamento del tubo di drenaggio e della sacca che col loro peso esercitano una pressione sul meato. Occorre quindi fare attenzione anche agli iniziali arrossamenti ed è importante utilizzare i presidi più adatti alla situazione (catetere con calibro minore, diversa tipologia di sacche, valvola cateterica eccetera).
 
 
 
Fonte: EBN e Zinga “Quesiti Clinico Assistenziali”

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3 comments

enrico calzolari Settembre 15, 2018 at 05:01

Nel foglio di dimissione leggo:
“mucosa apparentemente nella norma, ad eccezione di zona in parete posteriore sede di edema da riferire a lesione da catetere”.
Ciò può determinare i bruciori che continuo ad avere dopo la dimissione?

Reply
Mario Negri Luglio 20, 2019 at 10:03

Salve ho messo un catetere. Dovrò essere operato di ipertrofia .
Quando cammino e quando sono in macchia ho un bruciore alla testa del pene. E’ normale? Posso fare quache cosa per alleviare il fastidio?
Grazie
MArio

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Giuseppina Danza Agosto 13, 2019 at 22:07

Il bruciore puo’ essere lenito applicando luan pomata 2,5 %

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