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"Il tuo sorriso": la canzone realizzata da un infermiere per i diversamente abili!

Il tema dei diversamente abili è uno dei temi che vengono maggiormente discussi oggi in Italia. Notizia di qualche settimana fa è la protesta degli stessi diversamente abili ormai rassegnati a trovare un posto a loro riservato vicino alle rampe, visto che i dipendenti di un ospedale pubblico continuano a parcheggiarsi all’interno delle strisce gialle! A quel punto hanno deciso di porre delle carrozzine sui posteggi dei dipendenti per bloccare il parcheggio e protestare. La protesta ha ottenuto l’effetto desiderato già a partire dal pomeriggio successivo! Ed è proprio dei diversamente abili che parla la nuova canzone di Paolo Traversa, infermiere e cantautore, intitolata “Il tuo sorriso”. Nel corso della giornata di ieri abbiamo avuto grande piacere ad intervistare lo stesso Traversa, noto a molti per il suo successo “Vademecum”, la prima canzone sugli infermieri scritta da un infermiere. La musicalità de “Il tuo sorriso” e le parole ci hanno lasciati spiazzati e lo stesso Traversa, sull’origine del suo brano, ci ha detto: “Il tuo sorriso ha la stessa base musicale, o meglio è il pezzo originale dal quale ho fatto anche non voglio più essere invisibile al mondo. Da buon genovese, per non gravare sulle finanze del gruppo IMI, ho trasformato un pezzo facendone due distinte versioni. L’idea originale alla base del pezzo è proprio quella dei diversamente abili”. Il tema sta particolarmente a cuore a Paolo Traversa che ogni giorni si trova ad affrontare questa realtà, dando, comunque, il meglio di sé in termini di assistenza. “Tanti confondono la canzone con una d’amore rivolta ad una donna in quanto alcuni passaggi non sono molto semplici da capire ma il messaggio sembra essere stato recepito e sembra essere passato”!
L’intervista si concentra, poi, sul rapporto che dovrebbe instaurarsi tra infermiere e paziente diversamente abile, ponendo anche una particolare attenzione a quello che è il tema della musicoterapia e dell’aspetto empatico e umano della relazione: “E’ un rapporto normale tra persone normali che devono mantenere la totale normalità senza far emergere minimamente le possibili difficoltà, dove queste sono presenti. Questo principio diventa ancora più attuabile con la musica, cercando di improntare l’assistenza su questo aspetto e coinvolgendo i pazienti, facendoli anche cantare. In questo modo – continua Traversa- diventiamo ancor di più semplicemente tutti uguali: io non sono più l’infermiere e lui, lei o loro non sono più i pazienti”! Questo modello, però, non sempre è attuabile nelle unità operative e nei reparti di degenza come conferma anche Paolo: “Ho la fortuna di lavorare in un contesto in cui posso fare questo tipo di lavoro. In un contesto classico ospedaliero, con i ritmi che ci sono sarebbe improponibile e allo stesso tempo potrebbe essere considerato anche male. Quando vedo con i miei occhi che quando i pazienti cantano non fumano, non si torturano con le loro frustrazioni e vivono almeno quel momento mi sento bene”! Oggi, oltre alla clown terapia, anche la musico terapia svolge un ruolo di primaria importanza anche nei reparti di degenza e viene vista come un momento di totale estraneità alla condizione in cui il paziente è venuto a trovarsi, con tutte le conseguenze del caso. Ma non tutti amano questo tipo di approccio come ci dice lo stesso Paolo: “Non tutti amano la musica. Come tra noi “pseudo normali” anche nell’ambiente lavorativo ci sono i refrattari. Quello che blocca è anche un mercato che non permette di uscire dagli schemi commerciali -continua- e sono stra convinto che se avessi la possibilità di uscire su qualche radio non ci sarebbe difficoltà ad entrare nelle orecchie delle persone”. Quello che fa Paolo Traversa e che cerca di fare ogni giorno dovrebbe esserci da esempio per la passione e la forza che mette ogni giorno nel suo lavoro e nei suoi testi! Di seguito potrete ascoltare il brano di cui su si parla:

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1 comment

Paolo Traversa Novembre 25, 2015 at 16:45

Grazie per la Vostra attenzione, questa mia canzone, spero lasci capire che oltre alla protesta con VADEMECUM, posso essere qualcosa di ben più importante e bello, per la nostra professione!!

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