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Assistenza al paziente con pancreatite acuta

La pancreatite acuta è un’infiammazione che interessa il pancreas e può variare da forme meno grave che generalmente rispondono a trattamenti medici o si autolimitano, a forme molto serie che possono condurre a morte. Il processo riguarda un’ostruzione del dotto pancreatico associata ad un ipersecrezione di enzimi da parte del pancreas stesso che dal dotto biliare refluiscono al dotto pancreatico causando l’infiammazione dell’organo. Tra le cause che portano alla pancreatite ci sono l’abuso di alcool, la migrazione di calcoli biliari nell’ampolla di Vater o infezioni batteriche o virali. Il processo ha una durata che dipende dalla tipologia di pancreatite e dalla risposta farmacologica e del paziente alla stessa.
Nel seguente articolo tutto ciò che concerne l’assistenza infermieristica al paziente affetto da pancreatite acuta comprese le diagnosi infermieristiche e il piano di intervento.
pancreas

Accertamento

Nella prima fase del processo di nursing vengono esaminati sintomi fastidiosissimi quali il dolore e i disturbi addominali. Riguardo al dolore si cerca di capire sulla sua localizzazione e la correlazione ad altri fattori come l’assunzione di determinati cibi (alcool ad esempio) e l’efficacia o meno degli antidolorifici. Vengono analizzati altri aspetti, tra i quali nausea, vomito e diarrea. Possono manifestarsi febbre, ittero, confusione mentale ed irrequietezza. L’addome può risultare rigido alla palpazione, e ciò starebbe a significare che l’organismo ha messo in atto una risposta di difesa contro l’infiammazione stessa. Si indaga sull’anamnesi remota del paziente per valutare la presenza di patologie di organi contigui al pancreas che possono avere correlazione con la patologia in questione. Si valutano lo stato nutrizionale e l’idratazione del paziente; ovviamente devono essere escluse sostanze quali alcool, che non fanno altro che peggiorare il quadro clinico. Si valutano le funzionalità respiratorie e tutte le anomalie percepibili tramite percussione toracica e suoni respiratori non fisiologici. Viene posta particolare attenzione a tutti gli aspetti che riguardano la sfera emozionale e psicologica che in qualsiasi fase della malattia ci possono essere.

Diagnosi infermieristiche, problemi collaborativi e relativecomplicanze

In base ai dati raccolti dalla valutazione iniziale, le principali diagnosi infermieristiche sono:

  • Dolore acuto;
  • Disturbi respiratori;
  • Alterazione dello stato nutrizionale e deficit elettrolitico;
  • Compromissione dell’integrità cutanea;
  • Rischio di infezioni;
  • Educazione sanitaria;
  • Una grave complicanza della pancreatite acuta è la necrosi dell’organo a seguito della digestione completa dell’organo; si può arrivare anche a shock e coagulazione intravasale disseminata, con tassi di letalità maggiori del 50%.

Pianificazione e obiettivi

Si cerca di alleviare il dolore e tutti quei sintomi a carico dell’apparato respiratorio, migliorare lo stato nutrizionale e idrico, evitare che ci sia una compromissione cutanea ed infezioni, fare in modo che le varie complicanze possano essere scongiurate.

Interventi infermieristici al paziente

Alleviamento del dolore

Il dolore è provocato dall’infiammazione del pancreas, edema, distensione dell’organo o irritazione peritoneale; per alleviarlo può essere necessario la somministrazione di analgesici secondo prescrizione medica, in particolare la meperidina. Generalmente non si usa il solfato di morfina perché va a stimolare lo sfintere di Oddi. Si sospende l’alimentazione orale per ridurre la sintesi della secretina che è stimolata dall’acido cloridrico che aumenta durante la digestione gastrica, preferendo alimentare il paziente per via parenterale. L’uso di un sondino nasogastrico può essere utile per eliminare le secrezioni all’interno dello stomaco.
E’ necessaria un’ accurata igiene della bocca per ridurre i fastidi provocati dal sondino e ridurre la secchezza della mucosa orale. Un aumento di dolore può significare che è in atto un’ emorragia pancreatica o semplicemente che le dosi di analgesici sono inferiori alle necessità del paziente. In ogni caso va informato il medico tempestivamente sui sintomi di dolore accusati dal paziente. Per ridurre le attività secretoria del pancreas si ricorre al riposo.

Miglioramento della funzione respiratoria

Un’alterazione della respirazione può essere dovuta a dolore intenso, infiltrazioni polmonari, effusione pleurica o ad atelettasie. Si può migliorare la funzione respiratoria con un corretto decubito del paziente; ad esempio, la posizione semi seduta permette al diaframma di espandersi meglio verso l’alto e quindi ai polmoni di distendersi meglio. Inoltre frequenti cambi nel decubito garantiscono un minore accumulo di secrezioni respiratorie. Un attento monitoraggio dell’emogasanalisi e dell’ossimetria permette di tenere sotto controllo le concentrazioni di O2 e CO2 nel sangue. Può essere insegnata al paziente la ginnastica respiratoria o la tosse efficace.

Miglioramento dello stato nutrizionale e idrico

Si valuta il fabbisogno di liquidi ed alimenti, mediante i risultati delle analisi ematiche. Una misurazione del peso corporeo e delle altre misure antropometriche. Si registrano giornalmente tutte le uscite dei liquidi che includono le urine (si misurano con la raccolta delle 24 ore o facilmente tramite cateterismo), perdite di liquidi tramite diarrea, secrezioni nasogastriche, drenaggi, ipertermia (porta ad un aumento del metabolismo e delle richieste energetiche), sudorazione profusa e vomito. Va misurato giornalmente il peso e la circonferenza addominale, per la possibilità di passaggio dei liquidi dal sistema vascolare alla cavità peritoneale (ascite). Il bilancio idroelettrolitico si valuta tramite il grado di turgore cutaneo e l’idratazione delle mucose. Durante l’attacco acuto si sospende l’alimentazione di liquidi e alimenti per via orale, mentre è necessaria la nutrizione parenterale totale (comunque deve essere prescritta) mediante varie soluzioni nutritive.
Solo dopo prescrizione medica si può riprendere l’alimentazione per via orale. Si ricomincia ad alimentare il paziente con alimenti ricchi di carboidrati e poveri di grassi e di proteine, in quanto sono da preferire cibi non troppo elaborati e facili da digerire.

Mantenimento dell’integrità cutanea

Nel paziente operato viene curata la ferita chirurgica secondo prescrizione medica, ed anche quelle lesioni cutanee dovute a sondini di drenaggi e al decubito forzato. Si prendono anche le dovute precauzioni per evitare il contatto della cute con i liquidi di drenaggio. Si può ricorrere al consulto di un enterostomista per la cura appropriata della cute.

Prevenzione delle infezioni

È necessario per prima cosa mettere in atto tutte quelle azioni infermieristiche per evitare la formazione di ulcere da compressione o sfregamento. In pazienti operati occorre monitorare frequentemente la sede della ferita perché è più soggetta ad infezioni. Quando si tratta con set da endovena, sondini e cateteri è essenziale una rigorosa asepsi per prevenire ulteriori lesioni o infezioni.

Educazione sanitaria al paziente e ai familiari

Dopo la fase acuta è necessario un periodo medio-lungo per poter riacquistare le forze e tornare in piena attività. Vanno date al paziente e ai suoi familiari informazioni precise sui fattori che possono far di nuovo insorgere attacchi di pancreatite acuta e ai segni e sintomi associati, spiegate anche con termini scientifici purché comprensibili. A volte può essere fondamentale l’assistenza di un infermiere a domicilio che valuterà sempre le sue condizioni generali e ribadisce le informazioni sulla prevenzione e il trattamento della patologia.

Monitoraggio e trattamento delle complicanze

L’infusione di sangue o la somministrazione di albumina, su prescrizione medica, può essere necessaria per contrastare l’ipovolemia e mantenere il volume ematico entro certi range accettabili. Una riduzione della pressione arteriosa e una situazione di oligo-anuria può voler dire che siamo di fronte ad una situazione di shock o insufficienza renale. Il monitoraggio dei parametri vitali e dei segni e sintomi è una competenza prettamente infermieristica che serve ad evitare le complicanze temibili quali lo shock e la coagulazione disseminata intravascolare. Infatti segni precoci di disfunzioni neurologiche, cardiovascolari, renali e respiratori possono significare un peggioramento brusco della patologia e vanno presi in tempo per poter attuare le giuste contromisure.

Valutazione finale

I risultati attesi sono vari:

  • Il paziente mostra una cessazione del dolore e del senso del malessere, per effetto dell’uso adeguato degli analgesici e il ricorso a periodi di riposo a letto;
  • Mostra un miglioramento delle capacità respiratorie, grazie ad una ginnastica respiratoria adeguata e frequenti cambi di posizione nel letto;
  • Presenta un buono stato nutrizionale e idro elettrolitico, dato che consuma alimenti ricchi di carboidrati e poveri di lipidi e proteine;
  • Mostra una cute integra, priva di lesioni o infezioni;
  • Non presenta un alterazione del peso corporeo;
  • Non presenta alterazioni neurologiche, cardiache, renali e respiratorie;
  • Presenta livelli serici di elettroliti nella norma.

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