Tesi “Outcome di efficacia a 30 giorni in pz con TEV e cancro trattati con rivaroxaban”

10 Dicembre 2018 0 Di V2793

Il trombo embolismo venoso secondo recenti studi è la terza causa di morte tra la popolazione generale e la prima per i pazienti ospedalizzati secondo i dati ISTAT.

Esistono numerose evidenze che supportano la correlazione tra cancro e trombosi infatti la presenza di una neoplasia aumenta di circa quattro volte tale rischio, mentre nei pazienti in cura con chemioterapici tale rischio aumenta di sette volte. Inoltre in questa tipologia di pazienti l’incidenza e i rischi di recidiva è molto più elevato.

La gestione terapeutica molto spesso è complicata proprio dalla presenza di comorbilità importanti, i rischi principali sono costituiti, infatti, da possibili emorragie e recidive di TEV che sicuramente aumentano i tassi di morbilità e mortalità in questi pazienti.

Inoltre l’assistenza e l’iter diagnostico, in questo tipo di paziente, risultano essere molto complessi, poiché richiedono la collaborazione di varie figure professionali e un intensità di cure molto elevata.

Proprio tale complessità mi ha spinto a condurre uno studio sperimentale sul paziente conTEV e cancro, analizzando tutti i possibili piani assistenziali infermieristiche tutte le possibili strategie diagnostiche e terapeutiche, atteso l’incidente ruolo che le cure infermieristiche hanno nella gestione e nell’accettazione ditale patologia da parte del paziente.

Il campione oggetto dei miei studi, è composto da 30 pazienti trattati con Rivaroxaban, i quali a seguito del trattamento non hanno presentato nessun tipo di recidive. Per gli stessi inoltre sono stati elaborati piani assistenziali specifici [33,22].

Il ruolo dell’infermiere infatti è centrale poiché non solo è colui che è sempre strettamente a contatto con il paziente, ma è la figura che si occupa del costante monitoraggio dei suoi bisogni, disturbi e miglioramenti.

Oltre ai piani assistenziali ho elaborato una check-list infermieristica, in cui sono riportate tutte le procedure cui deve sottoporsi un paziente con diagnosi diTEV, che io stessa ho provveduto ad adottare in maniera guidata su pazienti esaminati.

Ringraziamo Valentina Di Claudio per l’invio della tesi, consultabile a questo link: Fonte