Diabete: un inalatore per l’insulina

16 Luglio 2015 0 Di V2793

Tra le tante innovazioni in campo sanitario questa non poteva non essere menzionata. E’ un’innovazione che promette davvero bene e che si spera possa essere adottata anche nel resto del Mondo e non solo negli Stati Uniti.

La Food and Drug Administration statunitense (Fda) ha approvato la scorsa settimana un nuovo trattamento per somministrare l’insulina con un inalatore. “Si tratta di un nuovo trattamento per i pazienti che richiedono la somministrazione dell’insulina ai pasti – ha spiega il dottor Jen Marc Guetter, direttore della Divisione prodotti per il metabolismo e l’endocrinologia della Fda – e l’approvazione di questo sistema allarga significativamente il ventaglio di opzioni per chi soffre di diabete”.

L’inalatore, avverte la Fda, non sostituisce i trattamenti a lunga durata d’azione che si somministrano per iniezione, e rappresenta solo un’alternativa per i pasti.

afrezza

Afrezza: è questo il nome dell’inalatore prodotto dalla californiana MannKind. Si tratta di una polvere ad azione rapida, che può essere aspirata all’inizio del pasto o entro i primi venti minuti, per migliorare il controllo dei tassi glicemici in pazienti adulti affetti da diabete mellito. Il farmaco è stato testato su 3.017 pazienti (1.026 con diabete di tipo 1 e 1.991 con il tipo 2) in un periodo di 24 settimane e ha dato risultati significativi. Il trattamento, però, è controindicato per chi soffre di asma o malattie croniche polmonari ed è sconsigliato ai fumatori, e la Fda ha chiesto alla casa farmaceutica produttrice d’impegnarsi a effettuare ricerche sugli effetti nei bambini e sugli effetti cardiovascolari di lungo termine. Afrezza è il secondo inalatore approvato dall’Ente regolatorio statunitense dopo il fallimento di ‘Exupera’ di Pfizer. Quest’ultimo, approvato nel 2006, risultava piuttosto voluminoso e aveva un funzionamento laborioso, in particolare per il caricamento delle polveri: è stato ritirato dal mercato dopo poco tempo ed è costato alla casa farmaceutica che lo produceva 2,8 miliardi di dollari per le mancate vendite.