Cianosi: dalle cause alle considerazioni speciali

16 Gennaio 2016 0 Di V2793

La cianosi è la colorazione bluastra o blu nerastra della cute e delle membrane mucose, causata da una concentrazione eccessiva di emoglobina non ossigenata nel sangue. Questo segno comune può manifestarsi improvvisamente o con gradualità. Essa può anche essere centrale o periferica e i due tipi possono coesistere.

La cianosi centrale riflette un’ossigenazione inadeguata del sangue arterioso sistemico, causata da uno shunt cardiaco da destra a sinistra, da una malattia polmonare o ematologica. Può manifestarsi in qualsiasi punto della cute ed anche sulle membrane mucose di bocca, labbra e congiuntive.

La cianosi periferica riflette una circolazione periferica lenta, causata da vasocostrizione, da gittata cardiaca ridotta o da occlusione vascolare. Essa può essere diffusa o può comparire solo a carico di un’estremità, ma non interessa le membrane mucose. La cianosi periferica appare sulle aree esposte come le dita, il letto delle unghie, i piedi, il naso e le orecchie.

la cianosi è un segno importante nella valutazione delle malattie cardiovascolari e polmonari ma non è sempre indice accurato del grado di ossigenazione. Diversi fattori contribuiscono a determinarla:

  • concentrazione dell’emoglobina;
  • saturazione dell’ossigeno;
  • gittata cardiaca;
  • PaO2.

La cianosi di solito non si manifesta sin tanto che la saturazione in ossigeno dell’emoglobina scende a valori inferiori a 80%. La cianosi grave è alquanto evidente mentre la cianosi modesta è più difficile da riconoscere anche con una luce forte e naturale. Nei pazienti con pelle scura la cianosi è più evidente a livello delle membrane mucose e del letto delle unghie. Una cianosi transitoria e non patologica può dipendere da fattori ambientali. Per esempio la cianosi periferica può essere causata da una vasocostrizione cutanea dopo una breve esposizione all’aria o all’acqua fredda. La cianosi centrale può essere causata dalla diminuzione della PaO2 alle altitudini elevate.

Interventi d’emergenza

Se il paziente manifesta una cianosi improvvisa e circoscritta, insieme ad altri segni di occlusione arteriosa dovete proteggere primariamente l’arto interessato dalle lesioni evitando di massaggiarlo. Se notate una cianosi centrale, attribuibile ad una malattia polmonare o allo shock, valutate rapidamente il paziente. Inizite le manovre per mantenere le vie aeree pervie, assistete la respirazione e controllate la circolazione.

Anamnesi ed esame obiettivo

Se la cianosi accompagna delle condizioni patologiche meno acute, fate un esame obiettivo completo. Iniziate con l’anamnesi, focalizzandola sulle affezioni cardiache, polmonari ed ematologiche. Fate delle domande sugli interventi chirurgici precedenti. In seguito iniziate l’esame obiettivo rilevando i segni vitali. ispezionare la cute e le membrane mucose per determinare l’entità della cianosi stessa. Chiedete al paziente quando ha notato per la prima volta la cianosi. Regredisce e recidiva? Freddo, fumo o stress la rende più grave? E’ alleviata dal massaggio o dal caldo? Accertate se la cute è fredda, pallida, arrossata o ulcerata.

Valutare poi il livello di coscienza del paziente. Chiedete se accusa cefalea, stordimento o visione offuscata. Provate la sua forza muscolare e chiedete se ha dolori alle gambe e alle braccia (soprattutto quando cammina) e se avverte delle sensazioni anormali (intorpidimento, formicolii o senso di freddo). Chiedete al paziente se accusa dolore toracico e se il dolore è intenso. Il pazienteè in grado di identificare dei fattori che alleviano o aggravano il dolore? Palpate i polsi periferici e valutate il tempo di riempimento capillare. Rilevate la presenza di edemi. Ascoltate il cuore, considerando la frequenza, il ritmo e la presenza di soffi cardiaci.

Ricercate eventuali soffi vascolari sull’aorta addominale e sulle arterie femorali. Chiedete al paziente se ha tosse secca o produttiva e di descriverne l’escreato. Valutate la frequenza e il ritmo del respiro, la dilatazione delle narici e l’uso dei muscoli accessori. Chiedete se il paziente accusa apnea del sonno. Il paziente dorme con il capo sollevato da cuscini? Osservate se l’espansione del torace è simmetrica o asimmetrica e se il torace si presenta “a botte”. Percuotendo il torace ricercate aree di ottusità o di iperfonesi. Ascoltate il torace del paziente per valutare l’intensità dei rumori respiratori normali e riconoscere la presenza dei rumori patologici.

Ispezionare l’addome per la presenza di ascite ed eseguire le manovre per stabilire se esiste un versamento libero in cavità addominale. Percuotere e palpare il fegato, rilevando se è dolorabile o non e se è ingrossato. Chiedete al paziente se accusa nausea, anoressia e se ha notato una diminuzione del peso corporeo.

Cause mediche

Ecco le cause di seguito elencate:

  • Apnea del sonno: quando cronica o grave causa un’ipertensione polmonare che può determinare una cianosi cronica;
  • Bronchiectasie: causa una cianosi cronica centrale;
  • Edema Polmonare: la cianosi centrale acuta compare con dispnea, ortopnea, espettorato schiumoso tinto di sangue e tachicardia.
  • Embolia polmonare;
  • Insufficienza cardiaca;
  • Mallattia di Buerger e Malattia di Raynaud;
  • Malattia ostruttiva arteriosclerotica cronica;
  • Malattia polmonare cronica ostruttiva;
  • Pneumotorace;
  • Policitemia vera;
  • Polmonite;
  • Shock;
  • Trombosi venosa profonda;
  • Tumore dei polmoni.

Considerazioni Speciali

Fornite dell’ossigeno supplementare per alleviare la mancanza di respiro e per diminuire la cianosi. Ai pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva ed ai pazienti con aggravamento lieve di questa patologia che possono trattenere anidride carbonica, bisogna erogare delle piccole dosi di ossigeno (2 litri/minuto). Tuttavia nelle situazioni acute, in una prima fase, può essere necessario somministrare ossigeno ad un flusso elevato. Bisogna ricordarsi di controllare lo stimolo alla respirazione e di modificare di conseguenza la quantità d’ossigeno. Sistemate bene il paziente, per rendere più facile la respirazione. Se è necessario somministrare dei diuretici, dei broncodilatatori e degli antibiotici o dei farmaci cardioattivi. Raccomandate al paziente di riposarsi tra le varie attività per prevenire la dispnea.

Preparare il paziente per l’esecuzione degli esami necessari per stabilire la causa della cianosi come l’esame emocromocitometrico e la determinazione del gas nel sangue arterioso.

Consigli per il paziente

Insegnate al paziente a rivolgersi subito al medico se compare la cianosi. Discutete su come usare l’ossigeno a casa.

Aspetti pediatrici

Molte malattie polmonari, responsabili della cianosi degli adulti, possono causare cianosi anche nei bambini. La cianosi centrale può derivare anche da una fibrosi cistica, asma, ostruzione delle vie aeree da parte di un corpo estraneo, da laringotracheobronchite acuta e da epiglottite. I difetti cardiaci congeniti come la trasposizione dei grossi vasi che determinano uno shunt intracardiaco destra-sinistra possono causare cianosi.

Nei ragazzi la cianosi circumorale può precedere quella generalizzata. L’acrocianosi può comparire anche nei bambini piccoli per esposizione al freddo eccessiva. Gli sforzi fisici e l’agitazione aggravano la cianosi e, per questo, dovrete provvedere al confort del paziente ed a garantire adeguati periodi di riposo. Durante gli episodi di cianosi somministrare anche un supplemento di ossigeno.

Aspetti geriatrici

I pazienti possono presentare una cianosi periferica anche con una diminuzione lieve della portata cardiaca o della pressione arteriosa sistemica perché la perfusione tissutale è ridotta.

 

 

 

 

Fonte: Manuale di Segni e Sintomi – Piccin