Catetere arterioso periferico: assistenza infermieristica e gestione

26 Luglio 2018 0 Di V2793

Per cateterismo arterioso si intende l’introduzione di un catetere all’interno di un’arteria palpabile (a eccezione dell’arteria carotide). Il cateterismo arterioso permette di misurare in modo continuo la pressione arteriosa (sistolica, media e diastolica) e di prelevare rapidamente campioni di sangue. Le principali indicazioni sono:

  • Il controllo emogasanalitico nei soggetti con insufficienza respiratoria sottoposti a ventilazione artificiale;
  • Il controllo emodinamico nei pazienti sottoposti a terapia farmacologia cardiovascolare, per valutarne rapidamente gli effetti;
  • Il controllo emodinamico invasivo durante e/o dopo l’esecuzione di interventi chirurgici complessi, o in soggetti emodinamicamente instabili;
  • Determinazione della gittata cardiaca (analisi dell’onda presso ria, sistema PICCO).

Il sito di accesso è scelto dal Medico in base a:

  1. grado di collaborazione del paziente; presenza di traumi agli arti;
  2. patologie che possono escludere una sede (es. pregresse occlusioni arteriose, alterazioni anatomiche ecc.).

La valutazione di questi elementi e i vantaggi e svantaggi che ogni sede offre determinano la scelta definitiva della sede per il posizionamento del catetere.

Allestimento linea pressoria

Nell’allestire la linea pressoria l’infermiere deve:

  1. collegare il trasduttore di pressione nell’apposita presa sul monitor
  2. allestire il kit utilizzando una tecnica asettica
  3. estrarre il kit dalla confezione ed assicurarsi che tutte le connessioni siano ben salde
  4. collegare il cavo di interfaccia del monitor al connettore del trasduttore
  5. collegare il defflussore del kit alla sacca di soluzione fisiologica precedentemente eparinata inserire la sacca nella sacca di pressurizzazione
  6. appendere la sacca di pressurizzazione al gancio sulla piantana lasciando il morsetto chiuso, inclinare la camera di gocciolamento a 45° e comprimerla leggermente con le dita per far defluire alcune gocce di soluzione al suo interno inserire il trasduttore nella piastrina porta trasduttore all’altezza della linea ascellare media del paziente
  7. aprire il morsetto sul set di somministrazione
  8. attivare la valvola sul dispositivo di lavaggio e riempire lentamente la linea fino a che non fuoriescono alcune gocce dall’accesso laterale del rubinetto distale e fino a che tutta l’aria non è stata eliminata. Chiudere il rubinetto distale verso l’accesso laterale con un tappo giallo non forato.
  9. pressurizzare la sacca a 300 mmhg e chiudere il morsetto della sacca di pressurizzazione . Accertarsi che la camera di gocciolamento non venga completamente riempita in seguito alla pressurizzazione.

Dovrebbe rimanere un po’ d’aria nella camera di gocciolamento affinché sia possibile controllare il flusso continuo.

Zero, calibrazione, risposta dinamica

  • posizionare il trasduttore a livello dell’atrio destro (IV spazio intercostale, sulla linea ascellare media);
  • chiudere momentaneamente la linea ruotando il rubinetto in modo da isolare l’arteria, mettendo contemporaneamente il sistema di controllo in comunicazione con l’aria ambiente;
  • premere il tasto di azzeramento sul monitor che avvia il procedimento automatico;
  • attendere la dicitura ZERO OK che conferma l’avvenuta calibrazione;
  • riportare il rubinetto del trasduttore in posizione di partenza;
  • controllare la comparsa dell’onda sul monitor;
  • verificare l’ampiezza dell’onda in rapporto alla scala di riferimento;
  • Impostare gli allarmi di pressione (sistolica – diastolica – media).

L’azzeramento va eseguito al termine del posizionamento del catetere. Si raccomanda di verificare la qualità di risposta del sistema effettuando il test dell’onda quadra oltre a ricontrollare l’azzeramento a ogni inizio turno.

Assistenza dopo inserzione

  1. Connettere al catetere arterioso la linea del kit tramite raccordo luer – look
  2. Fissaggio e medicazione del catetere arterioso; la medicazione compressiva è indicata nei seguenti casi: alterazione della coagulazione, piastrinopenia, manovra particolarmente indaginosa
  3. Registrare nella documentazione clinica data ora e sede di inserzione

Controlli

Dopo aver inserito un catetere arterioso è necessario tenere sotto controllo il paziente. In particolare occorre:

  • Guardare e palpare anche attraverso la medicazione la sede di inserzione del catetere. Se il paziente riferisce dolenzia al sito d’inserimento febbre senza altre cause o altre manifestazioni che suggeriscono infezione locale bisogna rimuovere la medicazione per permettere un esame completo;
  • Chiedere ai pazienti di riferire qualunque anomalia del sito d’inserzione
  • Registrare su un modulo standardizzato il nome dell’operatore, la data, il tempo di inserimento, di rimozione del catetere e i cambi di medicazione
  • Non effettuare abitualmente le colture delle punte punte del catetere.

Test dell’onda quadra

Durante il controllo della pressione cruenta occorre eseguire un lavaggio del circuito. Questo comporta un innalzamento della pressione sul sistema e la comparsa, sul monitor, di una linea continua che provoca la scomparsa dell’onda sfigmica. Il successivo rilascio del dispositivo di lavaggio provoca un oscillazione dell’onda stessa. Occorre verificare: la risposta dinamica del trasduttore; la frequenza naturale; coefficiente di attenuazione.

Rimozione del catetere

L’infermiere valuta ed informa il medico, condividendo l’eventuale rimozione:

  • quando non è più possibile avere una traccia arteriosa adeguata o eseguire i prelievi ematici;
  • dislocazione del catetere dalla sede di inserimento;
  • quando ci sono segni chiari di infezione cutanea (edema arrossamento) nel sito di inserzione).

La rimozione deve essere eseguita con particolare cura ed attenzione:

  • verificare l’assetto coagulativo del paziente;
  • disinfezione della cute
  • rimozione delicata del catetere;
  • esercitare una certa pressione sul sito di inserzione;
  • verificare il catetere (integrità, presenza di trombo sulla punta presenza di secrezioni ecc.)
  • eseguire emostasi con pressione diretta (emostasi meccanica) per circa 5 minuti;
  • verificare se vi sono perdite ematiche;
  • al termine dell’emostasi, applicare una medicazione sterile;
  • verificare dopo circa 10 minuti la medicazione.
  • Se persistono perdite ematiche, eseguire nuovamente le manovre emostatiche ed avvisare il medico; valutare a distanza di 30/60 minuti la per fusione dell’arto dove è stato posizionato il catetere arterioso.

Gestione dispositivi per il monitoraggio della pressione

  • Cambiare i trasduttori ad intervalli di 96 ore e contemporaneamente cambiare gli altri componenti del sistema come i dispositivi per il flush continuo, le soluzioni per il flush e i tubi di connessione
  • Ridurre al minimo il numero di manipolazioni e degli accessi nel sistema di monitoraggio della pressione. Usare un sistema “flush” chiuso (cioè “flusch continuo), piuttosto che un sistema aperto.
  • Quando si accede al sistema di monitoraggio della pressione attraverso un diaframma, disinfettare con antisettico appropriato.
  • Mantenere sterili tutti i componenti di monitoraggio della pressione.
  • Non somministrare soluzioni contenenti destrosio o liquidi per nutrizione parenterale attraverso il sistema di controllo della pressione.

Norme di Igiene

Bisogna rispettare le procedure di igiene delle mani prima e dopo aver palpato il sito d’inserimento, cambiato la medicazione o dopo aver fatto qualunque altra manovra sul catetere. La palpazione del sito d’inserimento non deve essere eseguita dopo l’applicazione di un antisettico, a meno che non venga mantenuta la tecnica asettica. Prima dell’inserimento del catetere e durante i cambi delle medicazioni disinfettare la cute con un antisettico dopo averla pulita. Va preferita una soluzione a base di clorexidina al 2%; può esser usata tintura di iodio, uno iodoforo o alcool al 70%.

 

Fonte