Caos lavaggio e cambio divise a Viterbo: “infermieri provvisti di una sola divisa al giorno”

15 Agosto 2019 0 Di V2793

In una nota pubblicata dal Nursind Viterbo veniamo a conoscenza di una situazione che andrebbe risolta in tempi brevi, in quanto i dipendenti avrebbero a disposizione una sola divisa per tutto il giorno. Nella nota del nursind si legge:

Da subito si sono poste alcune criticità di non poco conto e di fatto nessuno dell’Asl ha avuto la decenza nemmeno di interessarsi al riguardo. Molteplici le criticità ma ne riportiamo alcune davvero di spicco. 

A tutt’oggi i dipendenti sono stati provvisti di una sola divisa e giornalmente ognuno si deve recare presso la lavanderia del proprio presidio e ritirane una pulita. Il problema sorge nel momento in cui si ha la necessità di una divisa pulita durante l’attività lavorativa, ad esempio nel caso in cui si sporca con sangue o altri liquidi biologici, ebbene il servizio lavanderia è disponibile solo dalle 12 alle 17 (se si è fortunati, in quanto spesso già alle 15 non si trova nessuno), nelle restanti ore della giornata i dipendenti non possono rivolgersi a nessuno.

E allora quale sarebbe la pratica da seguire? Secondo l’Asl bisognerebbe lavorare con i propri vestiti? O forse mantenere addosso la divisa sporca? Bellissima immagine di professionalità, immaginate che bel biglietto da visita sarebbe se i professionisti sanitari si presentano ai pazienti con le divise sporche o con vestiti personali. Il tutto semplicemente per la superficialità di qualcuno che è abituato a stare dietro le scrivanie e non sa come funziona un reparto di degenza.

Altro problema i sacchi di raccolta della biancheria sporca in dotazione alle varie unità operative sono di tessuto simil rafia, quindi non idonei a trattenere liquidi biologici eventualmente presenti nella biancheria sporca.

Nei giorni scorsi si è gia verificato che durante il ritiro di tali sacchi, si è notata la palese fuoriuscita di liquidi con inevitabile dispersione per i corridoi dove poi giornalmente transita il carrello delle vivande, e transitano visitatori e pazienti. E se tali liquidi fossero infetti? E’ normale che vengano dispersi in ogni dove? A nostro modesto parere no!

Non solo, l’aggravante a tale pratica è che i sacchi che vengono inviati dalla ditta e che dovrebbero essere puliti, il più delle volte sono stati trovati sporchi al punto di indurre qualche coordinatore a segnalare tempestivamente tale situazione.

Se ciò corrisponde a verità ci troviamo di fronte ad una vera e propria situazione che fa rabbrividire al solo pensiero, e che peraltro tende seriamente ad accrescere il rischio di esposizione ad agenti infettivi in maniera esponenziale.

Altra indiscrezione è il metodo di lavaggio delle divise. Stando ad alcuni racconti sembra che le divise seguano il percorso della biancheria sporca e vengono lavate insieme. Se ciò fosse vero non ci resta altro che metterci le mani nei capelli, significherebbe che le divise dei dipendenti vengono mischiate con materiale infetto, nella migliore delle ipotesi, e poi ridistribuite. Agghiacciante! Nemmeno in tempo di guerra!

Si sottolinea che in data odierna il tutto è stato segnalato a un componente del comitato infezioni ospedaliere, al direttore sanitario aziendale Proietti, e al direttore risk Management Bifulco al fine di trovare misure rapide e soluzioni valide al problema. La tempestività di insediamento della nuova ditta, Servizi sanitari integrati srl, in un periodo di ferie, appare del tutto anomala.

Nel frattempo però nel malcontento generale tra i dipendenti è giusto che il tutto venga reso noto, è giusto ricordare che la salute degli operatori va rispettata tanto quanto quella dei pazienti, e va inoltre ricordato che uno dei tanti obiettivi dell’Asl è il contenimento delle infezioni e in questo caso l’Asl è completamente fuori binario. Con la presente è nostra intenzione richiamare l’attenzione anche dei Nas al fine di ripristinare la normalità e l’ordine.

Come già dimostrando ampiamente in più occasioni la scrivente si rende disponibile a tutti i chiarimenti del caso.

Alessandro Schilirò – Nursind Viterbo