“Prima che suoni quel campanello”: il libro di un’infermiera sulla vita in corsia

Arianna Esposito, infermiera a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, ha da poco pubblicato su Amazon il suo primo libro: “Prima che suoni quel campanello”. Un racconto nato dall’esperienza quotidiana in corsia, che infermieritalia.com è felice di segnalare ai propri lettori.

Di cosa parla il libro

Il libro affronta una domanda che chiunque lavori in ospedale conosce bene: come si fa a stare ogni giorno dentro la sofferenza degli altri senza smettere di sentire? Attraverso il racconto della vita di reparto, Arianna Esposito tocca temi che riguardano da vicino la quotidianità della professione infermieristica: gli organici insufficienti, i master conseguiti ma mai riconosciuti in busta paga, il peso di sapere qual è la cosa giusta da fare senza avere sempre gli strumenti o il tempo per farla.

Chi è Arianna Esposito

Arianna Esposito lavora come infermiera a Nocera Inferiore (Salerno). “Prima che suoni quel campanello” è il suo primo libro, ispirato all’esperienza diretta della vita in corsia.

Abbiamo scambiato qualche parola con lei che ci ha descritto il processo che ha portato alla scrittura e alla pubblicazione del libro stesso:

“Qualche mese fa mio nonno è stato ricoverato. Per la prima volta in vita mia sono entrata in un reparto non con la divisa, ma come nipote: con le mani vuote, negli orari decisi da altri, ad aspettare notizie da persone che non avevano tempo per me.

Ho scoperto cosa si prova dall’altra parte. Quanto pesa una porta chiusa quando dietro c’è qualcuno che ami. E ho scoperto che in alcune di quelle persone, di empatia, non ne ho trovata, non per cattiveria, ma per quello stesso vuoto che conosco benissimo, perché l’ho attraversato anch’io: la stanchezza che ti fa fare le cose giuste senza più guardare in faccia nessuno.

È stato lì che ho capito con chiarezza una cosa a cui pensavo da anni, fin da un giorno in cui avevo sentito suonare il campanello di un paziente e dentro di me non era successo niente. L’empatia non è una qualità che si ha o non si ha. È un muscolo che si affatica e se nessuno te lo dice, rischi di indurirti senza nemmeno accorgertene.

Ho scritto Prima che suoni quel campanello anche per questo: per dire, a chi come me rischia di anestetizzarsi pur di arrivare a fine turno, che esiste una strada diversa dallo spegnersi. Non si tratta di sentire di meno, ma di imparare dove mettere quello che si sente, restare accanto al dolore degli altri senza prenderlo tutto su di sé, custodirlo invece di lasciare che consumi anche te.

Mi sono laureata nel 2020 in piena pandemia, ho lavorato come vaccinatrice, poi tre anni a Milano da sola, e oggi sono infermiera a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Il libro racconta le persone che mi hanno insegnato di più in questi sei anni di corsia, ma anche i temi che riguardano tutti noi: gli organici insufficienti, i master mai riconosciuti, il peso di sapere qual è la cosa giusta da fare senza poterla fare sempre.

L’ho scritto di notte, dopo i turni, e pubblicato in autonomia questo mese, senza un editore alle spalle”.

Dove trovare il libro

Il libro è disponibile su Amazon a questo link.