CCNL sanità 2025-2027: per Nursind “delude sul piano economico”

3 settimane ago

Al termine del tavolo Aran sul rinnovo del contratto di comparto sanità 2025-2027, il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, ha commentato la bozza di accordo sottolineando che le retribuzioni restano sostanzialmente appiattite, con poca attenzione riservata al personale turnista — a suo giudizio la categoria più disagiata.

Secondo Bottega, guardando agli aumenti tabellari al netto delle risorse già stanziate dal governo per l’indennità di specificità (93 euro) e degli arretrati sull’indennità di vacanza contrattuale, il testo delude sul piano economico.

240 euro medi di aumento per gli infermieri nel triennio

Le cifre indicate da Bottega parlano di circa 240 euro medi per gli infermieri nel triennio 2025-2027, contro i circa 172 euro del precedente accordo. Un dato in miglioramento, che secondo il segretario Nursind rende concreta la possibilità di arrivare alla firma prima della pausa estiva, grazie all’accelerazione impressa alla trattativa. Manca però, nelle sue parole, quella “svolta” capace di rendere davvero attrattiva la professione infermieristica.

Il nodo del tabellare: differenze retributive minime tra le aree

Per Bottega la distanza tra l’incremento tabellare riservato all’area dei professionisti della salute e quello dell’area degli assistenti è di appena 10 euro lordi mensili (18 euro rispetto all’area degli operatori) — una differenza che, a suo avviso, riflette poco le reali differenze di responsabilità, usura e carichi di lavoro tra le diverse figure.

A supporto di questa lettura, Bottega richiama un dato del Centro studi Nursind: un infermiere con anzianità media guadagnerebbe appena 137 euro netti in più rispetto a un OSS.

Le due novità della bozza: ferie e recupero delle energie psico-fisiche

La bozza di Ccnl introduce due nuove fattispecie:

  • la retribuzione durante le ferie, ora normata in modo specifico;
  • il periodo di recupero delle energie psico-fisiche, in recepimento del D.Lgs. 66/2023 sull’orario di lavoro: dieci minuti di pausa per chi supera le sei ore di lavoro.

Su entrambi i fronti, Nursind ha chiesto una correzione di rotta. Sulla retribuzione durante le ferie, il sindacato non è convinto dalla modalità di calcolo proposta, che teme possa risultare penalizzante per i lavoratori.

Il rischio per il diritto alla mensa dei turnisti

Sul recupero delle energie psico-fisiche, Nursind chiede un supplemento di riflessione: il timore è che questa pausa finisca per estinguere anche il diritto alla mensa per il personale turnista — un diritto per cui il sindacato dice di essersi battuto a lungo, ottenendo pronunce favorevoli nelle aule di tribunale.

Nessun aumento per l’indennità notturna

Bottega segnala infine che, nella bozza attuale, non è previsto alcun aumento dell’indennità notturna. Un obiettivo che, ricorda il segretario Nursind, non riguardava solo il sindacato ma anche l’atto di indirizzo — e quindi le Regioni —, consapevoli che le principali criticità del SSN riguardano la carenza di personale infermieristico in generale, e di quello turnista in particolare, ovvero dei professionisti che garantiscono assistenza diretta ai cittadini nelle 24 ore.