La nascita della Scuola di Leadership Infermieristica, annunciata nel percorso condiviso tra FNOPI e SIDMI, rappresenta un passaggio importante per l’evoluzione della professione infermieristica italiana.
Per il sindacato Nursing Up, tuttavia, questa notizia offre l’occasione per una riflessione più ampia sul modello di sanità che l’Italia intende costruire.
Antonio De Palma (Nursing Up): “Il punto è capire quale direzione vogliamo dare”
«Sosteniamo da sempre la crescita delle competenze, della leadership e delle funzioni di governo professionale. Il punto non è essere favorevoli o contrari alla nuova scuola. Il punto è capire quale direzione vogliamo dare alla professione infermieristica italiana», dichiara Antonio De Palma, Presidente Nazionale Nursing Up.
«Non basta costruire il ponte di comando se la nave resta senza equipaggio».
BENE le figure di leadership, MA NON BASTA
Secondo De Palma, nessun Paese europeo sta investendo “solo e soltanto” sui dirigenti del futuro.
Programma Nursing Action: OMS Europa investe nella professione nel suo insieme
Il programma Nursing Action, promosso da OMS Europa e Commissione Europea:
- finanziato con 1,3 milioni di euro attraverso EU4Health
- punta a rafforzare attrattività, sviluppo professionale e ruolo degli infermieri«L’Europa non sta investendo soltanto nei dirigenti del futuro. Sta investendo nella professione infermieristica nel suo insieme», sottolinea De Palma.«In Italia, invece, il dibattito continua spesso a concentrarsi sulle emergenze organizzative o sui livelli più alti della professione, mentre manca ancora una vera strategia nazionale di valorizzazione dell’infermieristica come asse portante della sanità territoriale e della continuità assistenziale».
L’EUROPA RAFFORZA LA PROFESSIONE DALLE FONDAMENTA. E NOI?
Dai Paesi Bassi del modello Buurtzorg, al Regno Unito delle District Nurse, fino ai Paesi nordici:
- l’Europa sta rafforzando il ruolo degli infermieri nella presa in carico territoriale
- nella domiciliarità
- nella gestione delle cronicità
- nella continuità delle cure
- «L’Europa non sta scegliendo tra infermieri di base, specialisti e dirigenti. Sta rafforzando contemporaneamente tutti questi livelli professionali. Ed è una differenza sostanziale».
DALLA CRONICITÀ ALLE DIMISSIONI: ecco dove si gioca la partita
Per Nursing Up, la differenza tra sanità medico-centrica e sanità che valorizza pienamente la professione infermieristica riguarda direttamente i cittadini.
Europa: infermiere come figura di continuità
«In Europa l’infermiere è sempre più una figura di continuità. Segue il paziente cronico, accompagna le dimissioni, coordina il passaggio tra ospedale e territorio e contribuisce ad alleggerire la pressione sui pronto soccorsi e reparti ospedalieri».
«L’Europa investe sugli infermieri perché considera la professione una leva strategica per affrontare invecchiamento, non autosufficienza e patologie croniche. È una scelta di politica sanitaria prima ancora che professionale».
Paradosso: DM 77 affidia territorio, ma dibattito su vertici
«Paradossalmente, proprio mentre il DM 77 affidia alla sanità territoriale e alle Case di Comunità un ruolo centrale nel futuro del SSN, il dibattito rischia di concentrarsi più sulle figure di vertice o sulle soluzioni emergenziali che sul rafforzamento della professione chiamata a rendere operativo quel modello».
IL PARADOSSO ITALIANO: vuoto al centro
Secondo Nursing Up, il rischio è che l’Italia affronta la crisi infermieristica intervenendo soprattutto sulle estremità della professione.
«Mentre l’Europa rafforza la professione dalle fondamenta, noi rischiamo di muoverci contemporaneamente verso i due estremi, lasciando un pericoloso vuoto al centro».
I due estremi del paradosso
| Estremo | Azione |
|---|---|
| Inizio | introduzione discutibili figure come assistente infermiere |
| Vertice | progettazione dirigenti, manager, leadership professionali, competenze avanzate |
Conseguenze: fuga all’estero, dimissioni, abbandoni
«Nel frattempo continuiamo a cercare all’estero gli infermieri che non riusciamo più a trattenere in Italia. Da anni assistiamo a dimissioni, abbandoni della professione, fuga verso altri Paesi europei e crescente disaffezione delle nuove generazioni. Eppure la risposta continua troppo spesso a essere emergenziale. Rattoppiamo senza curare alla radice un sistema profondamente malato».
«È francamente paradossale discutere dei dirigenti del futuro mentre fatichiamo a garantire gli infermieri del presente. È paradossale ricorrere al reclutamento internazionale per coprire vuoti che il sistema continua a produrre».
«Parliamo di professionisti stranieri chiamati a inserirsi in realtà complesse, con lingua diversa, regole diverse, procedure diverse e modelli organizzativi differenti, spesso gettati nella mischia in contesti già caratterizzati da forti carenze di organico e carichi di lavoro elevatissimi. Questo non è un progetto di rilancio della professione. È la fotografia di un’emergenza che continua a ripetersi».
«Se per garantire la tenuta dei servizi dobbiamo introdurre figure sostitutive, cercare professionisti all’estero e progettare i dirigenti del futuro, significa che stiamo gestendo gli effetti della crisi senza affrontarne le cause. La vera domanda è come rendere nuovamente forte, attrattiva e centrale la professione infermieristica italiana».
CHI TIENE IN PIEDI LA NAVE?
«Chi segue il paziente cronico sul territorio? Chi garantisce continuità assistenziale dopo una dimissione? Chi lavora nelle cure domiciliari? Chi alleggerisce il carico dei pronto soccorsi, delle medicine interne, delle geriatrie, delle RSA e dei servizi territoriali? Chi rappresenta il collegamento tra ospedale e comunità?»
Per Nursing Up, il centro della professione è rappresentato dagli infermieri che ogni giorno operano:
- nei reparti ospedalieri
- nell’emergenza-urgenza
- nella salute mentale
- nelle RSA
- nelle cure domiciliari
- nei servizi territoriali«Se non rafforziamo questo cuore della professione, rischiamo di creare un vuoto al centro proprio mentre il sistema sanitario avrebbe bisogno del contrario».
NON SOLO COMPETENZE, MA PROFESSIONE
«Va dato atto a FNOPI di avere individuato nel modello irlandese uno dei riferimenti più avanzati in Europa sul tema della certificazione delle competenze infermieristiche. È una scelta importante e condivisibile».
«Ma il modello irlandese ci insegna anche che certificazioni, specializzazioni e carriere funzionano davvero solo all’interno di una professione forte, attrattiva e valorizzata nel suo complesso. Certificare le competenze è importante, ma non può bastare».
LA LEZIONE CHE ARRIVA DALL’EUROPA
«L’Europa ha compreso che senza una professione infermieristica forte non sarà possibile affrontare le grandi sfide dei prossimi decenni. Per questo investe contemporaneamente sulla professione, sulle competenze specialistiche, sulle funzioni avanzate e sulla leadership».
«Noi rischiamo invece di discutere delle estremità della professione lasciando scoperto il centro».
«Non basta costruire il ponte di comando se la nave resta senza equipaggio. Il futuro dell’infermieristica italiana deve essere fatto di una professione forte in ogni suo livello: reparti, territorio, domiciliarità, cronicità, specializzazioni e leadership».
«L’Europa non sta costruendo una sanità basata esclusivamente sulla leadership. Sta costruendo una sanità che investe contemporaneamente sulle fondamenta, sulla struttura e sul vertice della professione. È da qui che l’Italia dovrebbe ripartire».
