In Italia mancano oltre 60.000 infermieri: il Paese è tra i peggiori in Europa e OCSE per numero di infermieri per abitanti, nonostante la loro funzione sia spesso ancora più critica di quella dei medici. La situazione diventa evidente con l’avvio delle nuove Case di comunità della sanità territoriale, finanziate con 2 miliardi di euro dal PNRR, che richiedono personale infermieristico per essere funzionali.
Arriva al momento giusto (ma sotto contestazione) la dichiarazione d’intenti tra Italia e India siglata nel vertice a Roma tra la premier Giorgia Meloni e il primo ministro indiano Narendra Modi. Il documento mira a facilitare la mobilità degli infermieri indiani verso l’Italia, già annunciato da due anni fa dal ministro della Salute Orazio Schillaci durante il G‑7 di Ancona.
Riconoscimento accelerato dei titoli
Il testo punta a identificare alcuni titoli di infermieri indiani con percorsi formativi sovrapponibili a quelli italiani, evitando lunghe procedure “compensative”. Sulla base di queste valutazioni, i Ministeri della Salute definiscono procedurali di reclutamento che, in presenza di requisiti professionali e linguistici, permettano l’iscrizione diretta all’Ordine.
È prevista una corsia veloce formativa:
- formazione linguistica base in India;
- addestramento in Italia su competenze tecniche e linguistiche avanzate.
Nel testo è previsto un Comitato di coordinamento congiunto per monitorare le procedure di reclutamento.
Scambio di competenze e formazione congiunta
L’accordo promuove lo scambio di professionisti senior e junior tra istituzioni sanitarie italiane e indiane, con workshop e conferenze per migliorare le competenze e il network professionale.
Infine, ogni contratto di lavoro sarà regolato dalla legge italiana incluso il trasferimento dei risparmi in valuta convertibile in India.
Fonti e Approfondimenti:
- Il Sole 24 Ore
- Testo della dichiarazione d’intenti sul sito Ministero della Salute italiano (2026)

È veramente strano, gli italiani devono sgobbare a studiare per avere una laurea riconosciuta per poter ottenere un lavoro sottopagato e poi vogliono assumere personale che non si conosce la propria preparazione. Questo indica che la professione di INFERMIERE e sottovaluta e sottopagata. …..e pensare che nela regione Puglia un concorso per 1000 posti si sono presentati in quasi 13.000 aspiranti infermieri. Bisogna un attimo riflettere, prima di assumere extracomunitari.