Infermieri in Trentino: ne mancano almeno 450

4 settimane ago

Si sono ritrovati tutti assieme gli infermieri trentini, orgogliosi di una professione fondamentale che, insieme a quella medica, regge la sanità in provincia. Consapevoli che nei prossimi anni il fabbisogno di infermieri crescerà in modo significativo, perché se invecchia la popolazione, invecchiano anche gli infermieri e molti andranno in pensione.

Secondo Daniel Pedrotti, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche del Trentino, in Trentino c’è una carenza complessiva di circa 450 infermieri su tutto il territorio provinciale. A questo dato si aggiunge il cosiddetto “picco dei pensionamenti”: da qui al 2031 si stima che circa 700 infermieri lasceranno l’attività lavorativa, creando un vuoto numerico e di competenze che potrebbe pesare sulla qualità dell’assistenza.

Come invertire la rotta nel Trentino?

La ricetta per uscire da questa situazione passa soprattutto dall’aumento dell’attrattività della professione infermieristica. Non solo attraverso una migliore valorizzazione economica, ma anche riducendo le incombenze burocratiche che oggi tengono gli infermieri lontani dalle corsie e dal rapporto diretto con il paziente.

Investire in infermieri significa investire sulla salute pubblica, sulla sicurezza del paziente e sulla continuità assistenziale in ospedale e sul territorio. Il Trentino, come il resto d’Italia, ha bisogno di politiche che valorizzino l’infermieristica come professione scientifica, autonomamente responsabile e strategicamente centrale nel sistema sanitario.