Rinnovo contratto sanità 2025‑2027: Nursing Up punta a valorizzare infermieri e ostetriche

È iniziata la seconda giornata di trattative per il rinnovo del contratto del comparto sanità 2025‑2027. Il confronto si è aperto con il quadro tecnico‑finanziario e una discussione generale su come distribuire le risorse, in un contesto segnato da carenza strutturale di infermieri, ostetriche e altre professioni sanitarie.

Nursing Up spinge affinché le risorse vengano utilizzate al meglio per rispondere a questa crisi e per dare finalmente un reale riconoscimento a chi è al centro dell’assistenza.


L’impianto finanziario del rinnovo ARAN

A delineare la cornice finanziaria è stato il dott. Pierluigi Mastrogiuseppe, dirigente dell’ARAN, che ha illustrato un impianto basato su risorse già programmate:

  • 512 milioni nel 2025
  • 1.024 milioni nel 2026
  • Oltre 1,5 miliardi a regime dal 2027

In termini di aumento mensile medio, il quadro proposto prevede:

  • circa 48 euro nel 2025
  • 97 euro nel 2026
  • fino a 149 euro a regime

Considerando anche le risorse aggiuntive previste da norme di legge, l’aumento medio complessivo a regime potrebbe arrivare a circa 209 euro mensili, con una crescita stimata intorno al 17,7% nel triennio.


“Nursing Up non si ferma alle medie”

Per Nursing Up, tuttavia, la partita non si gioca solo sulle medie matematiche, che il sindacato definisce un utile “esercizio didattico”.

Per il sindacato, il punto decisivo è la reale distribuzione dei fondi:

«Nessuno può confondere le risorse già stanziate per legge con quelle specificamente contrattuali. Le risorse contrattuali non possono essere usate per “compensare” altre categorie, qualificando in modo generico responsabilità che sono ben diverse», è stato ribadito al tavolo.


Il richiamo di De Palma: le professioni che mancano davvero

Il presidente nazionale di Nursing Up, Antonio De Palma, ha richiamato forte l’attenzione su un punto centrale: «Sia chiaro per tutti: la crisi riguarda gli infermieri, le ostetriche e le altre professioni sanitarie. Sono loro che mancano all’appello e sono loro che aspettano da anni una reale valorizzazione».

Il sindacato non è contrario a una distribuzione delle risorse tra tutte le categorie, ma insiste perché:

  • vengano differenziate le responsabilità
  • si riconosca il peso specifico delle professioni sanitarie
  • non si equiparino dirigenti medici, infermieri e altre figure con responsabilità e criticità profondamente diverse

Premi legati alle performance assistenziali, non ai budget

Nursing Up punta a una riforma del sistema premiale anche nelle trattative di secondo livello:

  • legare i premi alle performance dei professionisti sanitari, non ai budget amministrativi
  • agganciare i bonus a obiettivi prettamente assistenziali e sanitari
  • valorizzare competenze e responsabilità specifiche

Il sindacato chiede inoltre di rivedere il sistema delle indennitàallineandole alle responsabilità reali delle professioni:

«Non possiamo affrontare questa fase come se tutte le posizioni fossero equivalenti», sottolinea De Palma.


Linea chiara: distinguere risorse di legge e risorse contrattuali

Per Nursing Up la linea è chiara:

  1. Distinguere nettamente tra risorse di legge e risorse contrattuali.
  2. Non usare le risorse contrattuali per diluire interventi e “spalmare” gli aumenti senza riconoscere le responsabilità.
  3. Distribuire le risorse contrattuali tenendo in conto differenze di responsabilità e criticità tra le varie figure del SSN.«Se allarghiamo demagogicamente lo sguardo, senza tener conto delle responsabilità e delle criticità reali che attengono a infermieri, ostetriche e professioni sanitarie, rischiamo di non risolvere il problema principale», avverte il sindacato.

Il nodo politico del rinnovo

Nursing Up mette in chiaro che il tema non è solo il tasso di aumento medio previsto, ma la capacità dell’accordo di incidere sulla crisi di personale:

«Senza infermieri, ostetriche e professioni sanitarie il sistema non regge: la loro valorizzazione non è una scelta, ma una condizione per garantire i servizi ai cittadini».

Il confronto prosegue, ma una linea è ormai evidente: il rinnovo contrattuale 2025‑2027 sarà anche un passaggio decisivo per capire se le risorse saranno usate per affrontare la carenza di infermieri, ostetriche e altre professioni sanitarie, oppure distribuite senza una reale coerenza con il ruolo e la responsabilità che queste figure esprimono quotidianamente.