In Emilia-Romagna agli infermieri del PS vengono riconosciuti 340 euro. Eppure basta guardarsi intorno per capire che altrove, quando si vuole rispondere davvero a una crisi strutturale, i fondi vengono usati in modo ben diverso: 500 euro in Piemonte, 460 in Lombardia, 450 in Umbria, 370 nelle Marche.
E’ questo uno dei motivi che ha spinto il Nursind ad abbandonare il tavolo delle trattative in Regione Emilia-Romagna per quanto riguarda le indennità infermieristiche di pronto soccorso. E’ proprio Antonella Rodigliano, segretaria Nursind della Regione, a spiegare quanto accaduto in un post sul social network Facebook: “Siamo amareggiati da questo tavolo. Siamo amareggiati dal fatto che ancora una volta quella Regione che si vanta di essere tra le prime in tutta Italia per l’alta qualità del suo sistema sanitario sia la stessa che poi, a livello di accordi, gratifica meno gli infermieri, i professionisti della salute.
Solo in questa regione non viene assolutamente preso in considerazione quello che ormai è un vero e proprio disagio infermieristico. La professione è in profonda crisi e l’ente lo sa bene: da tempo promette investimenti per renderla più gratificante e maggiormente attrattiva, a ogni occasione. Eppure, quando ci troviamo ai tavoli, tutto ciò non viene mai fatto, e le proposte avanzata non tengono mai conto di attrattività e valorizzazione.
Per noi la valorizzazione non può essere simbolica o marginale: serve un riconoscimento economico e professionale coerente con il ruolo reale svolto dagli infermieri nei pronto soccorso”.
