Il presidente del Nursind, sindacato infermieristico, ha analizzato ampiamente la riforma delle professioni sanitarie in un comunicato stampa.
Negli ultimi giorni si sta parlando molto di risorse nonché di valorizzazione della professione infermieristica con la riforma relativa alle professioni sanitarie. Eppure, ancora una volta, nonostante la FNOPI si dichiari abbastanza soddisfatta, per gli addetti ai lavori vale tutt’altro.
Andrea Bottega, ha infatti, affermato: “Una riforma ancora troppo blanda che, purtroppo, non aggiunge nulla alla professione degli infermieri. Non c’è la minima traccia, infatti, di una revisione delle regole dell’esercizio professionale che restano dunque ferme al secolo scorso. Eppure, mai come in questo momento, il nostro lavoro avrebbe bisogno di essere valorizzato per ritornare ad essere attrattivo.
All’inizio di questo percorso, partito con un’indagine conoscitiva proprio alla Camera, avevamo con spirito costruttivo messo in evidenza bisogni e priorità degli infermieri. Spiace constatare che nessuno dei nostri input sia stato recepito e, quindi, che in generale non si sia compresa a fondo la crisi che vive questa professione e che rischia di travolgere l’intero Ssn.
Nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento la professione infermieristica è indicata come quella più carente. Peccato che poi l’articolato non sia conseguente. Tanto per cominciare, a fronte di una progressiva riduzione del numero di infermieri e dell’aumento del fabbisogno nel nostro Ssn, non si rilevano nel disegno di legge specifici interventi volti ad aumentare l’autonomia degli operatori, a valorizzare le loro competenze e ad accrescere l’attrattività della carriera.
Occorre però anche smetterla di andare avanti a colpi di proroghe e stabilire una volta per tutte il superamento delle incompatibilità per le professioni sanitarie. Quale occasione migliore di questa riforma, infatti, per farlo?”
