Il sindacato Nursing Up ritorna sulla questione del rinnovo del CCNL e dell’incremento, misero, degli stipendi degli Infermieri.
Nel comunicato stampa si legge: “Nessuno vuole mettere in discussione la legittimità degli aumenti contrattuali destinati alla dirigenza medica. Il punto è un altro, ed è sempre lo stesso: quando si parla di contratto nazionale, chi resta indietro sono gli infermieri. E questa politica, ancora una volta, aveva promesso che noi saremmo stati la priorità.
Aumenti fino a 530 euro lordi e arretrati fino a 13.480 euro. E per gli infermieri? Circa 100 euro netti al mese, e nemmeno per tutti. Questa è la verità dei contratti.
Per la dirigenza medica parliamo di 491 euro lordi medi mensili, con punte di oltre 530 euro, e con arretrati che arrivano a 13.480 euro. Un incremento del 7,27%, sacrosanto e meritato. E per gli infermieri? Il contratto del comparto sanità 2022-2024, secondo i dati diffusi dall’Aran, prevede: 172,70 euro lordi medi mensili per 13 mensilità.
Un numero che sembra importante, ma che non corrisponde affatto alla realtà delle buste paga. Perché al netto siamo intorno ai 100 euro al mese. Questa è la verità sacrosanta.
L’Aran, ricordiamolo, conteggia indennità che non spettano a tutti. Usa le medie.
Sia chiaro, in piena coerenza con il proprio modus operandi, Nursing Up ha apposto la firma sul contratto per aver ottenuto traguardi come le progressioni di carriera. Ma per quanto riguarda le cifre ha sempre esposto il proprio pensiero negativo.
Il problema? Un infermiere di chirurgia, medicina, otorino, oculistica o un infermiere ambulatoriale NON vedrà mai un euro di queste voci. Eppure queste indennità vengono messe nel calderone, come se fossero destinate a tutti. Ecco perché i numeri “miracolosi” non reggono alla prova dei fatti.
Il divario tra i due contratti è enorme. E’ un dato di fatto. E la politica continua a ignorare il nodo centrale: servono investimenti sugli infermieri, più che su chiunque altro. La dirigenza medica negli anni ha ottenuto aumenti strutturali importanti:
- indennità di esclusività +27% con le ultime finanziarie .
- riconoscimenti economici contrattuali .
Per gli infermieri NON è stato così.
I nostri stipendi medi restano tra i più bassi dell’Europa occidentale: 1450–1750 euro netti. Siamo fermi da decenni. Siamo a livello dell’Est Europa. Eppure il Servizio sanitario nazionale regge sulle nostre spalle. Non chiediamo enormità. Chiediamo coerenza, rispetto e risorse vere. La politica continua a parlare di “rilancio della professione infermieristica. Ma le parole non salvano il sistema, i numeri sì.
Il contratto della dirigenza dimostra che gli investimenti si possono fare. Ma ancora una volta non si fanno su di noi. Il Governo ha dimostrato che, quando vuole, le risorse per la sanità le trova. A noi infermieri non manca la volontà di servire il Paese. Manca però, nei nostri confronti, il riconoscimento economico e professionale dovuto.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo giustizia, coerenza, rispetto del nostro ruolo, investimenti congrui. Continuare a ignorarlo significa far affondare il Servizio sanitario nazionale.
