Piemonte e carenza infermieri: in 4 mila da Romania, Albania e Perù

La carenza di infermieri in Piemonte, da qualche anno a questa parte, è diventata una vera e propria emergenza.

Pensionamenti, cessazioni del lavoro, colleghi che scappano all’estero e altri che scappano verso il privato. Ma non solo: negli ultimi due anni sono calate anche le iscrizioni al Corso di Laurea in tutti gli atenei piemontesi. La situazione, almeno per ora, si è mantenuta stabile soltanto grazie all’assunzione di oltre 4000 infermieri provenienti da Albania, Romania e Perù.

A parlare della crisi importante della sanità piemontese ci ha pensato la Consigliera del PD, Monica Canalis, che a “La Stampa”, ha raccontato: “Dopo gli allarmi di Fnopi, la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche, sui test di ammissione 2025 ai corsi di laurea in Infermieristica, in cui le domande non hanno coperto il numero di posti messi a bando, ci aspettavamo un sussulto da parte della giunta Cirio. Anche in Piemonte, infatti, latitano i candidati.

Già nel 2024, ci sono state 1.050 domande di iscrizione ai corsi di infermieristica per 1.154 posti e, nel 2025, 986 domande per 1.154 posti, mentre le uscite per pensionamenti, dimissioni o altre cause sono molto alte: nei 6 anni di amministrazione Cirio, tra il 2019 e il 2024, il saldo complessivo degli infermieri è meno 647 (saldo tra cessazioni e assunzioni a tempo indeterminato). Una vera emorragia, che mette a repentaglio la tenuta dei servizi.

Tra pensionamenti, dimissioni, blocco dei gettonisti, fine della deroga per chi era stato assunto senza titoli durante la pandemia e insufficienti iscrizioni ai corsi di laurea, rischiamo veramente di lasciare scoperti ospedali, ambulatori territoriali e Rsa. La stima per il Piemonte è di una carenza di 6.000-7.000 infermieri. I concorsi vanno deserti o reclutano chi già lavora nel sistema pubblico e si sposta da un’azienda all’altra.

Oltre alle missioni di reclutamento in Albania, per ora senza esito concreto, ci saremmo aspettati di veder aprire corsi di laurea in Infermieristica anche nelle aree più decentrate del Piemonte, per garantire capillarità formativa, soprattutto nei territori di confine con le altre Regioni, e avremmo apprezzato l’offerta di alloggi a prezzo agevolato per gli studenti di infermieristica, proprio per incentivarne l’iscrizione. Tutto tace anche sulla regolarizzazione dell’enorme numero di infermieri assunti durante la pandemia, che in Piemonte operano in deroga alle norme (circa 600-1.000), e sull’interlocuzione con il Governo per superare il numero chiuso a Infermieristica”.