Il sindacato infermieristico Nursing Up ha annunciato il ricorso al TAR per quanto riguarda l’introduzione della figura dell’assistente infermiere.
Figura che fin dall’inizio ha fatto storcere il naso a tutti gli addetti ai lavori, nonché agli infermieri stessi i quali affermano che non sono queste le modalità di risoluzione del problema legato alla scarsa attrattività della professione e alla carenza che ne consegue.
La prima udienza è fissata per il 21 Settembre. Nel comunicato stampa si legge: “È una figura fragile e ambigua priva delle competenze universitarie necessarie e capace solo di generare confusione e rischi.
Il sindacato denuncia che dietro questa misura si nasconde la carenza strutturale di 175mila infermieri (rispetto agli standard europei), mentre le immatricolazioni universitarie continuano a crollare: dai 46mila iscritti del 2010 ai poco più di 21mila attuali. Nel 2025, su 20.699 posti disponibili ci sono solo 19mila iscrizioni, e si stima che solo 10.300 studenti arriveranno alla laurea, con abbandoni già previsti intorno al 50%.
Si gioca pericolosamente con la salute dei cittadini e con la dignità dei professionisti. L’assistente infermiere è surrogato a basso costo, incapace di rispondere alla crisi della professione e alla fuga dei giovani.
La politica sceglie scorciatoie invece di investire in carriere, stipendi e formazione. Per questo abbiamo portato Governo e Regioni davanti al TAR: la professione infermieristica va difesa perché difendere gli infermieri significa difendere la qualità delle cure”.
