Infermieri del Pronto Soccorso denunciati dal marito di una paziente che non riusciva ad avere notizie della moglie, coinvolta in un incidente stradale.
E’ quanto accaduto agli operatori del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ascoli. Il Nursind è intervenuto sulla vicenda, mettendo in chiaro che il ritardo di comunicazione non è dovuto all’insensibilità degli infermieri ma dalla necessità di garantire l’assistenza diretta ad altri pazienti e la gestione delle priorità.
Nel comunicato stampa si legge: “Gli infermieri non sono i nemici dei pazienti o della cittadinanza. Il problema è aggravato dal fenomeno degli accessi impropri: in Italia circa il 22% degli arrivi al pronto soccorso, pari a 4 milioni di casi l’anno, non sono urgenti e finiscono per rallentare l’assistenza a chi ha reale bisogno di cure immediate. Fare un turno lì è massacrante: ne esci stremato, come uno zombie.
Prima di esprimere giudizi affrettati basati su singoli episodi è necessario considerare il contesto complessivo: la questione riguarda anche la scarsa cultura del pronto soccorso, il mancato investimento nella medicina territoriale e la carenza di medici di base.
«Senza un intervento serio su questi fronti e senza un reale sostegno il pronto soccorso continuerà a operare in condizioni limite. Gli infermieri non sono i nemici dei pazienti o della cittadinanza, ma professionisti che, spesso a costo della propria salute, garantiscono ogni giorno assistenza, sicurezza e dignità a chiunque varchi la porta di un pronto soccorso”.
