Il segreto professionale e la giusta causa di rivelazione

5 mesi ago

Il segreto professionale è un dovere etico e un obbligo giuridico fondamentale per l’infermiere, volto a tutelare la riservatezza e la dignità della persona assistita. L’articolo 29 del Codice Deontologico impone all’infermiere di non rivelare notizie e informazioni apprese durante la sua attività professionale. Tale obbligo è rafforzato dall’articolo 622 del Codice Penale, che punisce chiunque riveli senza giusta causa un segreto di cui è venuto a conoscenza per ragione della propria professione, o lo impieghi a proprio o altrui profitto. Il segreto copre tutto ciò che l’infermiere apprende: dati anamnestici, diagnosi, situazioni familiari e personali.

Tuttavia, esistono delle “giuste cause” che possono legittimare, o addirittura imporre, la rivelazione del segreto. La principale è l’obbligo di referto o denuncia all’Autorità Giudiziaria per reati perseguibili d’ufficio di cui si ha notizia nell’esercizio della professione (es. violenza su minore o incapace). Un’altra giusta causa è lo stato di necessità (art. 54 c.p.), ovvero quando la rivelazione è l’unico modo per salvare sé stessi o altri da un pericolo attuale di un danno grave alla persona (es. informare i partner di un paziente con HIV che rifiuta di comunicare la propria condizione). Infine, il consenso valido dell’interessato a rivelare determinate informazioni a terzi costituisce un’ulteriore causa di giustificazione.