Si è tenuta ieri, 12 Maggio 2025, la Giornata Internazionale dell’Infermiere, e la FNOPI ha presentato il primo rapporto sulle professioni infermieristiche.
Dal report emergono dei dati particolarmente preoccupanti circa la professione in Italia. Scorrendo le pagine, emerge un identikit della Professione in cui il rapporto tra infermieri e abitanti è più basso nei due estremi della penisola: Sicilia e Lombardia. A livello stipendiale, i professionisti meglio pagati sono in Trentino Alto-Adige ed Emilia-Romagna e i salari minori si registrano in Campania e Molise. Gli infermieri maggiormente soddisfatti sono tra coloro che lavorano nel contesto dell’assistenza domiciliare, sul territorio, rispetto a quanti operano in ospedale, soprattutto se non vengono coinvolti a sufficienza nei processi gestionali. Ma tanti continuano a scegliere il settore pubblico, con un picco di interesse dell’84,9% nel 2018.
Nel 2023, il 78,9% dei laureati preferisce il settore pubblico, indicando una costante alta preferenza per questa opzione. Molto positivi i riscontri acquisiti sulla soddisfazione dei pazienti per fattori come coinvolgimento nelle decisioni (78 su 100), chiarezza e utilità delle informazioni ricevute (91 su 100), rispetto e dignità (94 su 100), supporto emotivo (95 su 100).
Dal punto di vista dell’adozione del DM 77 a livello regionale non c’è una prassi uniforme e standardizzata, ma molta frammentazione. La formazione si conferma il punto di forza e di svolta per lo sviluppo della Professione infermieristica. Significativo il dato sulla progressiva diminuzione dell’età media alla laurea triennale, che passa da una percentuale maggiore per la fascia di età superiore ai 27 anni nel 2004 fino a concentrarsi nella fascia da meno di 23 a 24 anni nel 2023 (36,1%), attestandosi su un’età media di 25,2 anni.
Anche sulla provenienza degli studenti si nota un’evoluzione interessante: negli anni più recenti si è verificato un aumento significativo della percentuale di iscritti ad Infermieristica provenienti da licei che, nel 2023, rappresentavano il 68,2% degli iscritti. Altrettanto significativo il dato del 2023, con il 92,3% dei laureati magistrali che ha trovato lavoro in un ambito coerente agli studi, evidenziando una stretta connessione tra il percorso accademico magistrale e l’ambito lavorativo.
Per il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha partecipato alla Giornata inviando un saluto scritto, “il Rapporto può realmente essere uno strumento di orientamento per le istituzioni e ne faremo tesoro. Bisogna prevedere percorsi che rendano possibili e agevoli prospettive di carriera per ridare attrattività alla professione. In questa direzione questo Governo ha adottato una serie di interventi per una valorizzazione economica degli infermieri: misure sulla libera professione per chi lavora nel servizio pubblico, indennità per chi è occupato nell’emergenza urgenza e detassazione degli straordinari, per citarne alcune.
L’impegno è quello di riportare i giovani a scegliere questo corso di studi, anche e soprattutto investendo sulla motivazione. Come emerge dal vostro studio c’è un crescente interesse per le lauree magistrali; i nostri giovani hanno voglia di ampliare le loro conoscenze e hanno legittime ambizioni di crescita. La sfida che abbiamo davanti va ben oltre la capacità di curare e di fornire assistenza, ma richiede investimenti nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Ci impone di spingere verso l’integrazione ospedale e territorio e verso un approccio che oggi non può che essere multidisciplinare e multisettoriale. In questo processo di riforma, l’Infermiere di Famiglia e di Comunità può svolgere un ruolo cruciale, in team con altre figure, che va sostenuto e valorizzato, nell’interesse dei pazienti e a salvaguardia della nostra sanità pubblica”.
Secondo recenti studi l’intenzione di lasciare o cambiare il lavoro risulta elevata nei reparti di degenza (arrivando a punte del 45%). Già ora, secondo le stime della Corte dei Conti, mancano 65 mila infermieri che, coi futuri pensionamenti, potrebbero arrivare ad oltre 100mila.
